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Gramsci-Keynes, petizione e proteste: “No al trasferimento di cinque classi alla succursale di San Paolo”


I genitori e gli studenti del liceo scientifico tradizionale contro la scelta del preside Pollini In un'accesa riunione hanno avanzato altre soluzioni


Alessandra Agrati


Genitori e studenti del liceo scientifico tradizionale del Gramsci Keynes compatti contro il trasferimento al Rodarino, nel polo di San Paolo. Lo scorso giovedì il presidente della Provincia Simone Calamai ha ufficializzato l’assegnazione di cinque della dieci aule alla scuola diretta da Stefano Pollini che, a sua volta, lo ha comunicato ai genitori. Decisione che non è piaciuta alle famiglie tanto da orgaizzare ieri, 9 settembre, un incontro con lo stesso dirigente scolastico per cercare di fermare il “trasloco”.
In settanta, compresi anche gli studenti, hanno avanzato alcune proposte: trasferire in via Galcianese la segreteria e i locali dedicati all’amministrazione in modo da creare le cinque stanze mancanti (eventualmente utilizzando anche l’aula magna), altra ipotesi la rotazione degli spazi nello scantinato fra tutte le sezione dell’ istituto. E ancora, alternare ogni mese le sezioni destinate al Rodarino e infine permettere ai ragazzi di stare due giorni in sede e tre alla succursale. Questa sempre l’ipotesi maggiormente realizzabile sfruttando i giorni di laboratorio e quelli per l’utilizzo della palestra.
“Andare al Rodarino – spiegano i genitori – vuol dire emarginare i nostri ragazzi. Sono solo aule, condivise con un altro istituto, dove mancano i servizi, gli spazi in comune con gli altri compagni. Inoltre la scelta di mandare una sola sezione non permette il normale confronto che si crea in una scuola che passa per linea orizzontale e non verticale. Difficilmente i ragazzi di quinta si relazioni con quelli di prima”. Da parte sua il preside ha ascoltato le richieste: “Alcune – ha commentato – non sono realizzabili come ad esempio quello di trasferire la segreteria visto che le stanze hanno quella destinazione e non può essere scambiata con quelle destinate all’attività didattica. “. Più possibilista, invece, sulla richiesta di tre giorni al polo di San Paolo e due a quello di san Giusto. “Ho preso tempo – venerdì ci sarà il Consiglio d’istituto e ne parleremo. Intanto credo che la Provincia avrebbe potuto coinvolgerci maggiormente nella sua scelta quando abbiamo chiesto più spazi”. Del resto dirigente scolastico ragazzi e famiglie speravano di poter usufruire della scuola di legno che invece è stata destinata al Dagomari.
In attesa di una decisione i genitori hanno lanciato una petizione online per scongiurare il trasferimento e minacciano il 16 settembre, primo giorno di scuola, di disertare il polo di San Paolo e presentarsi tutti in via Reggiana.

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Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
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