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Giorno della Memoria, ecco il programma delle commemorazioni a Prato e provincia


La Fondazione Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e della Resistenza di Prato presenta un ricco programma di iniziative in calendario fino al 2 febbraio. Eventi anche a Montemurlo


Alessandra Agrati


Il 27 gennaio si celebra l’anniversario della Liberazione di Auschwitz, l’81esimo da quel giorno del 1945 quando i soldati sovietici dell’Armata Rossa entrarono nel campo di sterminio nazista. Tante le iniziative a Prato e provincia.
Prato in piazza Santa Maria delle Carceri alle 9.30 sarà deposta una corona di alloro alla targa posta in prossimità del Castello dell’Imperatore, dove vennero imprigionati centinaia di operai pratesi in seguito agli scioperi del 1944, prima di essere deportati in Germania. Parteciperà il Commissario straordinario Claudio Sammartino, rappresentanti della Diocesi di Prato e della Comunità ebraica, le associazioni combattentistiche e d’arma, la Provincia di Prato e i Comuni dell’area pratese. 
La Fondazione Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e della Resistenza di Prato presenta un ricco programma di iniziative in calendario fino al 2 febbraio. Gli eventi si svolgeranno principalmente presso il Museo della Deportazione di Prato, ma coinvolgeranno anche il Memoriale delle Deportazioni di Firenze (viale Giannotti 81-85), oltre a una serie di appuntamenti promossi sotto l’egida della Regione Toscana, sempre in collaborazione con il Museo della Deportazione. Il cartellone comprende incontri, presentazioni di libri, spettacoli, attività dedicate alle scuole e la consueta apertura straordinaria del Museo pratese, prevista per martedì 27 gennaio. «Un anniversario che, come ogni anno, la Fondazione celebra rinnovando il proprio impegno costante nella conoscenza della storia e nella costruzione della memoria – sottolinea Massimo Chiarugi, presidente del Museo della Deportazione –. È dalla lezione della storia che nascono i valori fondamentali della nostra Costituzione, frutto dell’antifascismo. Dalla memoria derivano elementi essenziali per la costruzione di una cittadinanza attiva nel presente, soprattutto tra i giovani, affinché democrazia e giustizia restino sempre al centro delle nostre comunità». Fra gli eventi del Giorno della Memoria vale la pena sottolinearne alcuni. Sabato 24 gennaio alle 17 alla Biblioteca Lazzerini la presentazione del libro “I campi di Salò. Internamento ebraico e Shoà in Italia”. Dopo i saluti del presidente della Fondazione Museo della Deportazione Massimo Chiarugi, Luca Bravi dialoga con l’autore del libro Carlo
Spartaco Capogreco (ingresso libero fino ad esaurimento posti). Martedì 27 gennaio, Giorno della Memoria, dalle 9 alle 19 apertura straordinaria del Museo della Deportazione e Resistenza con visite guidate gratuite alle 15.30 e alle 16.15.
Prenotazioni al numero 0574 461655 oppure [email protected]. Giovedì 29 gennaio alle 21 al Museo della Deportazione si potrà assistere allo spettacolo “La fisarmonica verde” di e con Andrea Satta. Al pianoforte Angelo Pelini, regia di Ulderico Pesce. La fisarmonica verde racconta la Seconda Guerra Mondiale attraverso il recupero del
rapporto tra Gavino “Esse”, ex internato militare in un campo nazista, e il figlio Andrea che
riscopre la vita del padre tramite una serie di oggetti recuperati dopo la sua morte. Ingresso
libero fino ad esaurimento posti. Sempre martedì il Museo ospita alle 17 “A 25 anni dal primo Giorno della Memoria. Dalla legge 211/2000 ad oggi”. Dopo i saluti di Chiarugi, del Comune di Prato e dell’assessora regionale alla Memoria Alessandra Nardini, intervengono Nura Abdel Mohsen, Elena Bresci e Maria Chiara Mosele della Fondazione e Floriana Pagano della Regione Toscana, coordina Luca Bravi (Unifi). Segue “Il museo statale di Auschwitz”, racconti e memorie nel percorso museale dal 1947 al 2026, collegamento con Michele Andreola, guida ufficiale del museo. Infine, concerto di Alexian Group, voci, arti e musica per ricordare la persecuzione e lo sterminio di rom e sinti insieme a Santino Spinelli e ai suoi musicisti. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Ricco anche il calendario delle iniziative promosse dalla Regione Toscana al Memoriale delle
Deportazioni di Firenze, a partire da quella prevista per oggi alle 17 e dedicata alla deportazione e persecuzione dei testimoni di Geova nei lager nazisti. Domani, venerdì 23 gennaio alle 18, “Tessere storie, voci di sinte e rom nella Seconda Guerra Mondiale”. Mercoledì 28 gennaio al Cinema La Compagnia (via Cavour 50/R a Firenze) “Note di Storia, Giorno della Memoria 2026”, meeting degli studenti della Regione Toscana in collaborazione con la Fondazione Museo della Deportazione e Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea. Interverrà lo storico e autore Francesco Filippi. Previsto anche un calendario specifico per le scuole. Martedì 27 gennaio ore 9 al liceo artistico Umberto Brunelleschi, Alessandra Martini, figlia del deportato politico Marcello Martini, incontra gli studenti. Venerdì 30 gennaio alle 9 al Museo della Deportazione, la replica dello spettacolo “La Fisarmonica verde”, messa in scena riservata alle scuole pratesi. Il programma completo delle iniziative è consultabile sul sito del Museo della Deportazione all’indirizzo: www.museodelladeportazione.it
Aned Prato ha organizzato un incontro all’Istituto Gramsci-Keynes dedicato alla memoria della deportazione e della Shoah. Al centro dell’evento il diario di Alessandro Smulevich, testimonianza diretta delle persecuzioni razziali e della salvezza della sua famiglia grazie al coraggio delle famiglie Matti e Angeli, riconosciute Giusti tra le Nazioni. Sono stati ricordati anche deportati e protagonisti pratesi della Resistenza e della nascita della Costituzione, ribadendo il valore della memoria e dei principi costituzionali come difesa dei diritti e della dignità umana. Con il contributo del Banco Fiorentino e di Aned Sezione di Prato una copia del diario è stata donata a tutti gli studenti intervenuti all’incontro.

Montemurlo Il Comune ha organizzato per martedì 27 gennaio 2026 una giornata di incontri, riflessione e commemorazione dedicata al ricordo delle vittime della Shoah e di tutti i deportati nei campi di sterminio nazifascisti. Un programma articolato, promosso dall’amministrazione comunale in collaborazione con la Fondazione Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza di Prato, che pone al centro le nuove generazioni e il loro ruolo fondamentale nel mantenere viva la memoria storica.
«Anche quest’anno abbiamo voluto che fossero i giovani i protagonisti del Giorno della Memoria, perché è sulle loro gambe che questo patrimonio di valori deve continuare a camminare – sottolinea l’assessora alla Memoria Valentina Vespi –. Con il passare del tempo i testimoni diretti della Shoah e della deportazione sono sempre meno, ma grazie alla testimonianza indiretta di Alessandra Martini riusciamo ancora una volta a far rivivere e a ridare voce a Marcello Martini, che ha dedicato tutta la sua vita a raccontare ai ragazzi l’orrore dei lager».
Alle ore 11.30 la commemorazione si sposterà in via Montalese, in località Il Mulino, dove si terrà la cerimonia pubblica al cippo dedicato a Marcello Martini, sotto il grande quercione. Un luogo fortemente simbolico, vera e propria “pietra d’inciampo” della memoria collettiva di Montemurlo, dove verrà deposta una corona d’alloro in ricordo di Marcello Martini, cittadino onorario di Montemurlo dal 2015, e di tutte le vittime della deportazione e dell’orrore nazifascista. Alla cerimonia prenderanno parte il sindaco Simone Calamai e Alessandra Martini.
Il cippo della memoria ricorda il luogo in cui, il 9 giugno 1944, Marcello Martini fu catturato dai nazifascisti nei pressi di Villa Bassa al Mulino, due giorni dopo l’arresto dell’intero gruppo partigiano di Radio Cora. Da Montemurlo fu condotto a Firenze, a Villa Triste in via Bolognese, sede degli interrogatori e delle torture della milizia fascista, quindi deportato a Mauthausen, in Austria, e successivamente nei sottocampi di Wiener Neustadt e Hinterbrühl. Il 1° aprile 1945 fu costretto ad affrontare una durissima “marcia della morte”, al termine della quale fece ritorno a Mauthausen, dove venne liberato il 5 maggio 1945. Marcello Martini è scomparso nell’agosto 2019. La sua storia è stata raccontata anche nella graphic novel “Marcello Martini, la marcia della memoria”. «Mio padre – ricorda spesso Alessandra Martini – quando parlava ai giovani ripeteva sempre: “Io voglio cancellare dal vocabolario tre parole: odio, violenza, vendetta”»
In vista del 27 gennaio, anche il Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze di Montemurlo ha dedicato l’ultima seduta al Giorno della Memoria, con un momento di approfondimento e confronto a cui hanno partecipato l’assessora Valentina Vespi e il responsabile della didattica del Museo della Deportazione e Resistenza di Prato, Enrico Iozzelli. Il Comune ha donato ai giovani consiglieri una copia della graphic novel “La marcia della memoria”, che racconta la vicenda di Marcello Martini, il più giovane deportato politico italiano, nato a Prato e arrestato proprio a Montemurlo.

Infine, grazie al sostegno del Comune e al contributo di Unicoop Firenze, la sindaca e la vicesindaca del Consiglio comunale dei ragazzi, Benedetta Gori e Margherita Palamaro, parteciperanno al Viaggio della Memoria 2026, promosso da Aned, dall’Associazione per il gemellaggio Prato-Ebensee e dal Comune di Prato, in collaborazione con la Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza di Prato. Un’esperienza che rafforza l’impegno di Montemurlo nel trasmettere alle nuove generazioni il valore della memoria e della responsabilità storica
Vaiano il Comune celebra il Giorno della Memoria 2026 con due incontri di approfondimento e riflessione, realizzati con la consulenza scientifica della Fondazione Cdse e di Anpi Vaiano e con la collaborazione della Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza di Figline.
Il primo incontro si terrà giovedì 29 gennaio alle ore 21 nella Sala Polivalente di Vaiano (via Aldo Moro 6) ed è intitolato “Artisti e opere tra persecuzioni e salvezza. Dalle leggi razziali alle politiche di sterminio”. L’iniziativa, curata da Alessia Cecconi della Fondazione Cdse e introdotta da Luca Bravi della Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza, proporrà una riflessione storica sul destino degli artisti ebrei e dei perseguitati politici in Italia, Germania e Francia nel periodo delle leggi razziali e della guerra. Un’attenzione particolare sarà dedicata non solo alle persone, ma anche alle opere d’arte ed alle collezioni appartenute a famiglie di origine ebraica, come quella dei Forti-Castelfranco, legata alla città di Prato e alla Val di Bisenzio, a testimonianza di come la persecuzione abbia colpito anche il patrimonio culturale.
Il secondo appuntamento è in programma venerdì 13 febbraio alle ore 21 nella Sala del Consiglio comunale di Vaiano e avrà come titolo “Le parole per la memoria. Usi e abusi tra storia e contemporaneità”. L’incontro sarà tenuto da Luciana Brandi, già docente universitaria di psicolinguistica, per Anpi Vaiano e Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza, e sarà introdotto da Luca Bravi. Al centro dell’intervento l’analisi di alcuni termini chiave del lessico della memoria, il loro significato storico e le trasformazioni, manipolazioni o semplificazioni che questi lemmi hanno subito dal Novecento fino all’epoca contemporanea. In entrambi gli incontri porterà i saluti l’Amministrazione comunale.
“Mantenere viva la memoria della Shoah e di tutte le vittime del nazifascismo è un dovere e una responsabilità civile che siamo chiamati ad onorare con rigore storico, perché il ricordo non si esaurisca unicamente nella commemorazione delle vittime o in un rito fine a se stesso. È necessario – affermano la sindaca Fracesca Vivarelli e il vicesindaco Davide Puccianti – essere consapevoli che la Shoah e le persecuzioni per mano nazifascista non sono stati eventi ineluttabili, ma conseguenze di scelte sviluppatesi in un quadro politico lacerato e in un impianto istituzionale debole, sostenute da un consenso artefatto e manipolato, frutto di paure e malesseri sociali e favorite dall’indifferenza di molti”. “L’impegno dell’amministrazione comunale e della comunità vaianese in occasione della Giornata della Memoria 2026 va in direzione di consolidare la consapevolezza e la coscienza critica sulla pagina più tragica della nostra storia del Novecento, per trarne una lezione – concludono la sindaca e il vicesindaco – che ci orienti nell’attraversare questo presente segnato da guerre, nazionalismi, imperialismi, crisi umanitarie, violenze e razzismo”.
Poggio a Caiano Ore 9 in piazza della Riconciliazione “Roberto Castellani”: deposizione di una corona di alloro al monumento. Seguiranno alcune riflessioni sulla Shoah da parte del vicesindaco Diletta Bresci e di Matilde Rosati in rappresentanza di Aned.
All’evento, aperto alla cittadinanza, sono invitati a partecipare i componenti del consiglio comunale dei ragazzi.
Altro momento della giornata è al cinema ‘Ambra’ dove, alle ore 10, è previsto il ritrovo delle classi quinte delle scuole primarie e delle classi terze della secondaria di primo grado “Filippo Mazzei” che assisteranno alla proiezione del film “L’ultima volta che siamo stati bambini” di Claudio Bisio. La mattinata si concluderà con la premiazione del concorso “Giorno della Memoria 2026”.
Vernio in collaborazione con la Fondazione Museo della Deportazione, ANPI e ANED la sera del 27 gennaio, alle 21, organizzano l’incontro “I luoghi della memoria fra passato e presente” con l’intervento di Luca Bravi (Fondazione Museo Deportazione e Unifi), autore insieme a Silvia Bencini (borsista di ricerca all’Università di Firenze) del volume “Auschwitz. Percorsi di memoria attiva. Luoghi e oggetti tra passato e presente”. L’incontro sarà incentrato appunto sulla ricerca sui percorsi educativi della memoria, a partire dalla proposta di «attraversare Auschwitz», non limitandosi a visitarlo, ma trasformandolo da monumento cristallizzato a strumento di formazione. Nel volume, pubblicato a fine 2025, si delinea infatti un modello formativo che – attraverso luoghi e oggetti come ponte tra passato e presente – può essere applicato a qualsiasi altro luogo di memoria. In questo processo rigenerativo di tante storie da conoscere, riconoscere e raccontare, la narrazione della morte ha sempre l’obiettivo di riconnettersi ad una possibilità data alla vita. Imparare la «lezione» di Auschwitz, del Ruanda, di Srebrenica, fino ai conflitti di oggi, fino alle spiagge di Cutro e di Lampedusa non significa dichiarare tutto identico ad Auschwitz, sottolineano gli autori, ma andare alla ricerca di una pedagogia delle memorie, motore di confronto educativo e di democrazia nel presente.


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