La Galleria di Palazzo degli Alberti, che custodisce i preziosi capolavori appartenuti alla Cassa di Risparmio di Prato — tra cui opere di Caravaggio e Bellini — e oggi gestita da Intesa Sanpaolo, ridurrà significativamente i giorni di apertura al pubblico. A partire da gennaio, infatti, sarà visitabile soltanto la prima domenica del mese, dalle 10 alle 17, e nei giorni festivi. La scelta, spiegano dalla banca, è legata alla scarsa affluenza registrata negli ultimi anni. Dopo la riapertura, le visite — sempre gratuite — erano consentite ogni fine settimana. «Si tratta di una rimodulazione degli orari sulla base dei flussi rilevati», si legge in una nota di Intesa Sanpaolo. La prima domenica del mese è stata individuata anche perché coincide con l’apertura gratuita dei musei statali a livello nazionale. Su richiesta del pubblico, restano comunque possibili attività didattiche per le famiglie e aperture straordinarie concordate. Una decisione che non è stata pubblicizzata, anche perché le opere non sono di proprietà della banca, e che ha suscitato malumori in città. Tra questi, la lettera inviata alla redazione di Notizie di Prato da Mauro Faldi: «La scelta appare quantomeno discutibile se si considera che l’immobile è di proprietà della banca e che gran parte dei costi strutturali — manutenzione, assicurazioni, gestione minima — restano invariati. Il risparmio reale riguarda solo l’apertura al pubblico e la programmazione culturale: si taglia la funzione, non la spesa». Faldi sottolinea inoltre il contesto istituzionale: «Prato è oggi una città commissariata, priva di una guida politica forte capace di interlocuzione e reazione. Un contesto che rende questa chiusura particolarmente “comoda”, silenziosa e priva di contraddittorio».
La complessa vicenda del patrimonio artistico della Cassa di Risparmio di Prato è stata negli anni al centro di lunghe battaglie legali, che hanno coinvolto il Comune, l’Associazione Amici dei Musei di Prato e la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. «Resta tuttora un paradosso irrisolto — spiega Sergio La Porta, vicepresidente dell’Associazione Amici dei Musei —: la proprietà della collezione e quella del palazzo che la ospita, e a cui la collezione è vincolata, fanno capo a due soggetti diversi. La prima è ancora nelle mani dei liquidatori della fallita Banca Popolare di Vicenza, la seconda appartiene a Intesa Sanpaolo. Finché non ci sarà un unico proprietario, l’apertura della Galleria resterà un evento straordinario e di difficile gestione». Sulla questione interviene anche la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Diana Toccafondi: «La Fondazione ha contribuito, anche intervenendo in giudizio a fianco del Ministero della Cultura, del Comune e dell’Associazione Amici dei Musei, alla difesa del vincolo pertinenziale che lega definitivamente la collezione a Palazzo Alberti e a Prato. In attesa della definizione della proprietà delle opere, ancora affidata alla curatela fallimentare della Banca Popolare di Vicenza, resta aperto il canale di collaborazione con Intesa Sanpaolo per la valorizzazione della collezione e la sua condivisione con la comunità».
Dal canto suo, Intesa Sanpaolo ribadisce la disponibilità al dialogo e a una collaborazione con il territorio, nell’ottica di individuare strategie condivise per la valorizzazione della Galleria e del suo patrimonio artistico.
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