Ha trasformato un viaggio di studio in una testimonianza da condividere con altri ragazzi. Martino Loglio, oggi quindicenne e studente del liceo scientifico Copernico, ha raccontato ai più giovani la sua esperienza nei luoghi della deportazione, vissuta lo scorso anno durante una visita didattica al campo di Fossoli e al Museo del Deportato di Carpi quando frequentava la scuola media Enrico Fermi.
Da quel viaggio era nato lo scritto Tredicenni ammutoliti, pubblicato sul giornalino scolastico della scuola e successivamente sulla rivista nazionale di Aned Triangolo Rosso. Proprio quel racconto è stato al centro dell’incontro sulla memoria che si è svolto nell’auditorium della Fermi, promosso da Aned Prato e dalla Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza.
Davanti a 180 studentii, Loglio ha parlato dello stupore nel scoprire l’esistenza dei campi di concentramento anche in Italia e dell’impatto emotivo delle testimonianze conservate nel museo, in particolare i disegni e gli scritti dei bambini di Terezín. Ha definito Aned una “polizza di assicurazione” della memoria, capace di difendere i valori di pace e solidarietà in un contesto internazionale segnato da nuove incertezze. L’incontro ha assunto un valore simbolico anche per il ricordo di Marcello Martini, deportato pratese arrestato a 14 anni a Montemurlo, transitato dal campo di Fossoli prima della deportazione a Mauthausen e sopravvissuto alla prigionia. Proprio oggi, 6 febbraio, sarebbe stato il suo compleanno: un richiamo forte alla responsabilità di trasmettere la memoria alle nuove generazioni, perché conoscenza e coscienza critica restino un argine contro discriminazione e negazione dei diritti.
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