E’ definitiva, dopo la pronuncia della Cassazione, la condanna per l’ex finanziere finito nei guai per aver avviato la carriera di imprenditore celandosi dietro un cugino omonimo. Falso ideologico e abbandono del posto di lavoro le imputazioni che hanno portato alla condanna dell’ex militare che, in seguito all’inchiesta della procura di Prato, era stata radiato dal Comando generale.
I fatti risalgono al 2017 quando viene a galla il doppio lavoro dell’uomo, Luigi Arzano, 40 anni. A poche decine di metri dalla caserma di via Ferrucci, l’ex finanziere gestiva – senza però comparire formalmente – una frullateria di frutta fresca.
Al centro dell’inchiesta non solo l’attività imprenditoriale ma anche l’abbandono del posto di lavoro in almeno un paio di occasioni che sono state ripercorse dai giudici della Cassazione come già avevano fatto i colleghi dei precedenti due gradi di giudizio.
L’ex finanziere, secondo le contestazioni, si allontanò due volte dagli uffici della procura di Prato dove era impegnato nell’ascolto di intercettazioni telefoniche. Le spiegazioni al suo allontanamento, fornite dai difensori, non hanno convinto i giudici.
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e condannato l’imputato al pagamento delle spese processuali e al pagamento di 3mila euro di ammenda.
Assieme all’ex militare, finirono nei guai anche il cugino prestanome e un paio di professionisti accusati di aver elaborato documenti in seguito ad un controllo della Asl.
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