Giulietta Luchetti, oggi la residente più anziana di Montemurlo, ha compiuto 103 anni. La sua storia inizia a Casale, dove nacque in una famiglia benestante legata all’attività della lavorazione della saggina. Fu il nonno Roberto ad avviare per primo questa produzione. Il lavoro partiva dalla coltivazione della saggina, che veniva poi raccolta, fatta seccare e tagliata. Successivamente veniva inserita negli zolfatori per schiarirla, prima di passare alla cucitura, alla rifinitura e al confezionamento delle granate, destinate alla vendita in Italia, in Europa e negli Stati Uniti. Il trasporto avveniva con i mezzi dell’epoca: carri trainati da cavalli o mucche portavano la merce fino alla stazione ferroviaria di Prato oppure al porto di Livorno, da dove partivano le spedizioni oltreoceano.
Giulietta scelse una strada diversa: studiò e si diplomò maestra. Nel frattempo il padre gestiva una macelleria a Casale e la famiglia ne aprì un’altra a La Pietà, a Prato. Lei ricorda spesso come “a Casale si vendesse soprattutto lesso, mentre le bistecche e i tagli migliori venivano destinati alla macelleria di Prato”. Si sposò giovane con Alberto Pini e si trasferì a Prato. Ha avuto tre figli: Giuseppe, nato nel 1949, Gianna nel 1960 e Gabriella nel 1962. Rimase vedova nel 1987 e nel 2017 affrontò anche la perdita del figlio Giuseppe. Nel 1990 si trasferì a Montemurlo, dove vive ancora oggi. Fa parte di quella generazione di donne che nel 1946 votarono per la prima volta, partecipando a un passaggio decisivo della storia italiana.
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