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Ferrovie, Direttissima chiusa tra San Benedetto e Vernio: solo la mattina fino al 26 settembre e per tutto il giorno fino al 13 dicembre


Sulla questione il consigliere regionale Pd Marco Martini ha presentato un'interrogazione: “Servono certezze per pendolari, studenti e residenti dell’Appennino”


Alessandra Agrati


Sarà un autunno di cantieri e disagi sulla linea ferroviaria Direttissima Bologna–Prato. Il 28 luglio sono iniziati i lavori nella tratta San Benedetto Val di Sambro–Vernio, fino al 26 settembre sarà chiusa nella fascia oraria 9.30–13.30 dei giorni feriali. Ma dal 29 settembre al 13 dicembre la sospensione sarà totale e continuativa, con servizio ferroviario interrotto per l’intera giornata.
L’intervento prevede una fase intensa di lavori all’interno della Grande Galleria dell’Appennino, dove si concentreranno attività di pre-consolidamento, fresatura e consolidamento finale. Contestualmente saranno eseguite anche le attività preparatorie per il rinnovo della linea di alimentazione elettrica dei treni, che sarà completato in una fase successiva, poiché per motivi di sicurezza non è possibile far lavorare due cantieri in contemporanea nella stessa galleria.
Per garantire la mobilità durante il blocco della linea, è stato predisposto un servizio sostitutivo con autobus, con più soluzioni di viaggio: bus diretti Bologna–Prato senza fermate intermedie; navette tra San Benedetto e Vernio in coincidenza con i treni da Bologna e Prato; collegamenti diretti Bologna–Vernio nelle fasce orarie a maggiore afflusso pendolare. Tuttavia, le modalità di attuazione del servizio sono ancora in fase di definizione, con interlocuzioni in corso tra Regioni e aziende di trasporto.
Proprio su questo punto è intervenuto il consigliere regionale del Partito Democratico Marco Martini, che ha presentato un’interrogazione urgente alla Giunta regionale per fare chiarezza sulla gestione dell’interruzione e sull’effettiva organizzazione del trasporto alternativo.
“Il potenziamento della linea è un investimento strategico, ma non possiamo trascurare le ricadute sulla vita quotidiana dei viaggiatori – spiega Martini –. Servono trasparenza e una comunicazione puntuale: studenti, lavoratori e residenti dei comuni appenninici hanno diritto a un servizio organizzato, comprensibile ed efficiente”.
Martini chiede risposte chiare su due fronti: quando sarà ripristinato il servizio ferroviario sulla tratta interrotta e come sarà strutturato nel dettaglio il servizio sostitutivo (orari, frequenze, coincidenze con i treni regionali e modalità di informazione all’utenza).
“Non possiamo permettere che la mancanza di comunicazione generi disagi evitabili – aggiunge il consigliere –. È necessario un coordinamento reale tra Toscana ed Emilia-Romagna, non solo tecnico ma anche pensato per le persone.”
L’intervento sulla Direttissima, conclude Martini, riguarda una tratta essenziale per l’equilibrio del territorio: “Non è solo una linea ferroviaria per il traffico merci: è un’infrastruttura vitale per chi studia, lavora e vive ogni giorno tra queste vallate. Va tutelato il diritto alla mobilità, anche in fase di cantiere”.

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