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Facilitatori nei pronto soccorso, la Regione pubblica i bandi: quattro sono destinati al Santo Stefano


Si tratta di una nuova figura sperimentale, non sanitaria, chiamata a prevenire violenze ed aggressioni negli ospedali. A Prato prevista la loro presenza h24


Claudio Vannacci


Arriveranno anche all’ospedale Santo Stefano di Prato i ‘facilitatori’ dei pronto soccorso: una nuova figura sperimentale, non sanitaria, pensata mesi fa dalla giunta regionale, finanziata con fondi appositi e chiamata con empatia e il saper ascoltare a prevenire violenze ed aggressioni negli ospedali. Sono stati pubblicati gli avvisi per procedere alla selezione di quarantotto di queste figure, quattro delle quali destinate al Santo Stefano.
La cronaca ha spesso riportato episodi di violenza o di tensione all’interno dei pronto soccorso. In molti casi è satto necessario l’intervento delle forze dell’ordine ma tante altre volte gli animi (dei pazienti o dei familiari che aspettano in sala di attesa) si scaldano anche per l’assenza di informazioni che non arrivano. I facilitatori saranno chiamati a ovviare a questa carenza di comunicazione. L’obiettivo è ridurre l’ansia e creare un ambiente più tranquillo ed organizzato. “Il facilitatore sarà una figura di mediazione capace di gestire crisi, ma che – si precisa dagli uffici dell’assessorato al diritto alla salute della Toscana – non svolgerà diagnosi, valutazioni cliniche e colloqui o sostegno psicologico, non opererà in autonomia professionale e non richiederà dunque abilitazione od iscrizione ad albi o titoli sanitari”.
“Al facilitatore – spiega il presidente della Toscana, Eugenio Giani – spetterà il compito di migliorare l’accoglienza, trasmettere informazioni e contenere eventuali tensioni che si possono determinare nei momenti di sovraffolamento dei pronto soccorso. Farà da ‘trait d’union’ tra i familiari in sala e i pazienti all’interno. Si tratta di un esperimento e nei prossimi mesi monitoreremo i risultati”.
La sperimentazione coinvolgerà ventuno presidi, dopodiché si farà un bilancio per decidere se e come proseguire. Tre ospedali – Careggi a Firenze, Santo Stefano a Prato e gli ospedali pisani, che sono poi le strutture con i maggiori accessi – avranno un facilitatore in servizio notte e giorno. Altri dodici pronto soccorso, quelli a seguire con il maggior numero di accessi, potranno contare su un facilitatore per dodici ore al giorno: Grosseto, Versilia, Massa, Livorno, San Jacopo a Pistoia, San Giuseppe ad Empoli, Arezzo, Le Scotte a Siena, San Luca a Lucca, Pontedera, Santissima Annunziata a Bagno a Ripoli e Torregalli a Firenze. Anche il Meyer avrà il suo facilitatore. Pure altri pronto soccorso a maggior affluenza turistica potranno contare su un facilitatore in servizio per metà giornata: Santa Maria Nuova nel centro storico di Firenze per tutto l’anno, dodici ore al giorno ma solo da giugno a settembre gli ospedali di Cecina, Piombino, Orbetello e Portoferraio.
I bandi, per incarichi libero professionali, sono stati pubblicati sui siti delle tre Asl, delle aziende ospedaliero universitarie di Siena, Pisa e Careggi e del Meyer.

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(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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