Una testimonianza sofferta. Molto sofferta. Difficoltà a raccontare, a dire, a riferire, a scendere nei particolari dell’esperienza tanto l’imbarazzo. Oggi, mercoledì 24 luglio, davanti al giudice delle indagini preliminari del tribunale di Prato, Marco Malerba, è comparso in collegamento video il giovane che nel 2023 denunciò uno degli assalitori di Martina Mucci, la cameriera pratese aggredita e sfregiata sulla porta di casa, dopo averlo riconosciuto come appartenente al gruppo di cui era rimasto vittima (presunta) in seguito ad un appuntamento combinato su un sito di incontri per prestazioni sessuali e diventato, secondo il convincimento dell’accusa (titolare del fascicolo il sostituto Laura Canovai), un incubo con richieste di denaro attraverso metodi ‘convincenti’ come dimostrerebbero i pagamenti effettivamente andati a fine. La vicenda risale a fine 2022.
Accusato di estorsione e violenza privata, insieme ad altri tre, è Kevin Mingoia (avvocato Antonio Bertei), recentemente condannato a 6 anni e 8 mesi di reclusione per il pestaggio a Mucci avvenuto a febbraio 2023. Fu in seguito al suo arresto (con lui finirono in manette anche l’ex fidanzato della donna, Emiliano Laurini, condannato a 9 anni in quanto ritenuto mandante della spedizione punitiva, e Mattia Schininà, condannato a 4, ritenuto il collegamento tra i primi due), che il giovane, che vive in provincia di Prato, risalì al nome del suo aguzzino che già aveva denunciato ma di cui non conosceva l’identità. Quando il volto di Mingoia cominciò a circolare sulla stampa, arrivarono nuovi guai. La difesa ha sempre respinto con forza l’accusa sottolineando che non ci fu estorsione.
Particolarmente sofferto l’incidente probatorio a cui il giovane è stato sottoposto in modalità protetta: enorme il disagio nonostante il supporto di uno psicologo fisicamente seduto accanto a lui.
L’incidente probatorio, utile per l’accusa a fissare le dichiarazioni della presunta vittima, era già cominciato nelle settimane scorse e poi sospeso in seguito alla richiesta della difesa di procedere – come è stato fatto – con una perizia psichiatrica per valutare il grado di attendibilità.
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