“Siamo finiti di nuovo sott’acqua, per la seconda volta in dieci mesi il torrente Stregale è entrato nelle nostre proprietà e la rabbia è amplificata dal fatto che basterebbe abbattere un muretto per risolvere il problema. Non ci vuole un genio e neppure una laurea in ingegneria per comprendere quanto sia dannoso quel manufatto”. A parlare è uno dei residenti di via Montalese a Montemurlo, proprietario di una delle cinque case che domenica sera, durante l’allerta arancione, sono state invase dall’acqua e dai detriti dello Stregale esondato più a monte travolgendo via Giunti, via del Parco e via Fratelli Cervi e, scendendo, via Montalese, appunto. Sotto accusa finisce una sorta di muretto di recinzione di un paio di metri, costruito qualche decennio fa a protezione di un immobile. “Un manufatto che fa da diga – il commento del residente della strada – e che rappresenta un ostacolo lo sa anche il Comune. A novembre il sindaco venne di persona qui insieme ai tecnici. Un geometra autorizzò a praticare dei fori alla base del muro in modo da far defluire l’acqua ma domenica sera i detriti, spinti dall’esondazione dello Stregale, hanno creato un tappo e l’effetto diga è stato drammatico”.
Non chiedono risarcimenti, non chiedono soldi, non minacciano cause i residenti di via Montalese. “Vogliamo solo una soluzione al nostro problema, vogliamo che quel muro venga abbattuto: ogni mattino usciamo di casa e ci troviamo davanti agli occhi la causa dei danni che abbiamo patito per due volte in dieci mesi. Il sindaco venga a vedere, siamo stati due giorni nelle sabbie mobili perché è questo lo scenario. Ci siamo abbandonati, così non va bene”.
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