Il commissariamento del Comune di Prato, oltre a impattare sull’organizzazione degli eventi, rischia di avere ripercussioni ben più gravi sulla vita quotidiana dei cittadini, in particolare dei più fragili.
Dopo la notizia che le famiglie con persone disabili dovranno farsi carico del trasporto da e verso i centri diurni, ora l’allarme riguarda i nuclei familiari in attesa di una casa popolare gestita da Epp.
“Per il 2025 – spiega la presidente Marzia De Marzi – non siamo preoccupati, perché il programma degli interventi è già stato approvato. Diversa invece la situazione per il 2026, per cui è necessario iniziare a pianificare sin da ora”.
Uno dei nodi centrali è la costituzione del Lode, ovvero l’ambito territoriale che a Prato corrisponde a tutti i Comuni della Provincia. Il Comune capoluogo ne detiene il 65% delle quote e la presidenza spetta al sindaco, che solitamente delega l’assessore al sociale.
“Appena arriverà il commissario prefettizio – continua De Marzi – chiederò un incontro per illustrare la situazione e soprattutto cercare di ottenere indicazioni che ci permettano di progettare interventi per i prossimi mesi. Abbiamo, ad esempio, un finanziamento regionale da 1milione di euro diviso in tre anni: soldi già stanziati, ma concessi solo a fronte di progetti precisi”.
Tra i progetti più delicati, c’è la riqualificazione di via della Fonderia, dove è coinvolta anche la Fondazione Metastasio.
“In questo caso i fondi vengono concessi per fasi: i primi sono già arrivati, ma è fondamentale rispettare il cronoprogramma per non rischiare di perdere il resto del finanziamento, o peggio, doverlo restituire”, aggiunge.
In tutto questo, ancora una volta, sarà determinante la collaborazione tra tutti gli uffici tecnici, oltre al rispetto delle procedure burocratiche, a partire dalla convocazione della Conferenza dei Servizi.
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