L’emergenza freddo entra nella sua fase più critica: i dormitori cittadini sono ormai al completo e non ci sono più posti disponibili per accogliere nuove persone senza fissa dimora. La struttura Giorgio La Pira, che dispone di 24 posti più uno riservato alle emergenze, ha raggiunto il limite massimo, così come il servizio di accoglienza di San Domenico, che offre riparo notturno a dieci persone. Con il calo delle temperature previsto anche per le prossime notti, il servizio di ronda notturna e le associazioni impegnate sul territorio non possono fare altro che distribuire coperte e bevande calde a chi resta all’aperto. Una risposta necessaria ma insufficiente di fronte a diverse situazioni critiche già segnalate: sotto i portici della chiesa della Pietà, nella zona del Soccorso, alla Sacra Famiglia e lungo la pista ciclabile all’altezza di Gonfienti, dove una persona dorme in tenda. “Oltre al numero previsto non possiamo accogliere nessun altro, per motivi di sicurezza imposti dalle normative – spiega Elena Pieralli, presidente dell’associazione Giorgio La Pira – ma siamo consapevoli che ci sono persone costrette a dormire all’addiaccio”. Una situazione analoga si registra anche a San Domenico. “Gli operatori di strada – sottolinea Gabriele Bresci, responsabile della struttura – ci segnalano continuamente nuovi casi che prendiamo in carico, ma ogni sera i posti vengono subito riconfermati”. Un quadro che evidenzia come in condizioni climatiche estreme, sarebbe necessario disporre di ulteriori posti di accoglienza temporanei, per garantire sicurezza e tutela a chi oggi non riesce a trovare un riparo dal freddo.
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