Il mondo dell’arte e del collezionismo, ma anche quello imprenditoriale, piangono la morte di Fabio Gori, imprenditore pratese e collezionista, sulle orme del padre Giuliano – scomparso un anno e mezzo fa – del quale aveva proseguito la strada mettendosi alla guida della Fondazione Gori-Celle, che si occupa di promuovere e tutelare la ricchissima collezione di opere d’arte contemporanea conservata nella Fattoria di Celle.
Fabio Gori aveva 71 anni ed è morto ieri sabato 2 agosto dopo aver lottato a lungo contro una malattia. La salma dell’imprenditore-collezionista è esposta alle Cappelle del Commiato della Pubblica Assistenza in via San Jacopo mentre il funerale è fissato per martedì 5 agosto alle 10,30 alla Fattoria di Celle a Santomato (Pistoia).
Fabio era il figlio secondogenito di Giuliano e dal padre aveva ereditato la passione sconfinata per l’arte, standogli sempre al fianco nella cura e nella conduzione della Fattoria di Celle. Fabio Gori era stato anche nel consiglio di amministrazione del Centro Pecci ed ha ricoperto numerosi incarichi nelle più prestigiose organizzazioni artistiche nazionali. Accanto a questa passione aveva poi portato avanti l’attività di imprenditore, gestendo con il fratello Paolo l’attività di famiglia, la Gori Tessuti & Casa. E proprio accanto alla sede della ditta, a Calenzano, aveva dato vita al progetto “Arte in Fabbrica”, uno spazio destinato ad accogliere una ricca programmazione periodica di esposizioni, presentazioni e concerti.
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