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Duemila studenti alla marcia della legalità. La testimonianza di Giovanni Chinnici, figlio del giudice Rocco


Gli alunni delle medie e quelli del liceo Livi Brunelleschi insieme per ricordare le vittime innocenti uccise dalla mafia. In piazza delle Carceri la lettura dei nomi di chi ha perso la vita


Alessandra Agrati
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Duemila  in marcia per ricordare le vittime innocenti della mafia. Gli studenti del Livi Brunelleschi che ospitano il presidio di Libera intitolato Anna e Giovanni De Simone di 9 e 4 anni morti insieme ai genitori nella strage del rapido 904 il 23 dicembre del 1984  e quelli del consiglio comunale dei ragazzi hanno camminato insieme uniti dal desiderio di dire no alla mafia. La mattina è iniziata con il corteo dei liceali che ha raggiunto piazza del Duomo da via Marini e via Galcianese dove, verso le 11, sono arrivati anche quelli delle medie, preceduti dal sindaco dalla street Band e da Giovanni Chinnici, figlio del giudice Rocco ospite della seduta straordinaria del consiglio comunale dei più piccoli. Un momento toccante in cui ha ricordato il padre sia nella vesta di genitore sia in quello di magistrato. “Oggi la mafia ha abbandonato quelle strategie che hanno portato ai fatti tragici che ricordiamo, nonostante ciò è presente nella società e nel lavoro e spesso è difficile da individuare. Occorre quindi una cultura consapevole per poter capire dove la mafia con strumenti subdoli e difficilmente individuabili riesce ad infiltrarsi. Mio padre è stato il primo magistrato a recarsi nelle scuole, perchè riteneva importante partire dai giovani per contrastare la mafia e tutte le forme di criminalità. Le istituzioni svolgono un ruolo fondamentale, ma senza la consapevolezza sociale determinati fenomeni radicati non possono essere eliminati. Le scuole da molti anni contribuiscono in maniera impeccabile in questo senso”. Alla marcia ha partecipato anche don Marco Natali referente pratese di Libera e la dirigente scolastica del Livi Brunelleschi Maria Grazia Ciambellotti. Le zie dei due bambini, invece, non hanno potuto venire a Prato  ma hanno inviato un messaggio agli studenti ribadendo l’importanza di ricordare i nipotini. La scuola, infatti ,è la prima in Italia ad avere intitolato un presidio a Anna e Giovanni  e la prima regionale ad ospitare un presidio di Libera. “A dicembre – ha ricordato la preside – ricorreranno i 40 anni della strage di Natale, stiamo già pensando a una serie di iniziative tra cui quella della realizzazione di uno spettacolo teatrale e a un momento di incontro con il primo medico che è riuscito ad entrare in galleria per prestare i soccorsi”. Gli studenti più piccoli, invece, sono stati coordinati dal presidente del Consiglio Gabriele Alberti: “I ragazzi dei liceo e quelli delle medie, pur con percorsi diversi – ha ricordato – oggi si sono trovati su una strada comune: il ricordo delle vittime innocenti di mafia”. In piazza delle Carceri la lettura dei nomi delle vittime innocenti.

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
Iscrizione al Roc n° 20.901

Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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