Due pratesi saranno protagonisti della serata finale della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. Giovanni Veronesi firmerà infatti il film di chiusura della prestigiosa rassegna con Dio ride, mentre tra gli autori della sceneggiatura figura anche don Jean Jacques Ilunga, sacerdote della diocesi di Prato. La prima mondiale dell’opera, fuori concorso, è in programma sabato 12 settembre nella Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido, subito dopo la cerimonia di premiazione. Per la città si tratta di un motivo di orgoglio. Da una parte c’è Giovanni Veronesi, tra i registi italiani più apprezzati, che torna alla Mostra con un’opera destinata a chiudere il festival; dall’altra il contributo di don Jean Jacques Ilunga, che ha collaborato alla sceneggiatura insieme a Veronesi, Nicola Baldoni, Gianluca Bernardini, Nicola Deorsola e Paolo Portone. Ambientato nel cuore del Seicento e liberamente ispirato a fatti realmente accaduti, Dio ride affronta temi di grande attualità come la libertà, la ricerca della verità e il rapporto tra l’uomo e il potere. Al centro della vicenda c’è frate Leopoldo, un personaggio capace di cambiare la vita delle persone che incontra grazie alla sua profonda umanità.
“L’invito alla Mostra di Venezia mi ha sorpreso e lusingato. Sono felice, ecco l’ho detto”, ha commentato Giovanni Veronesi, che con questo nuovo film torna a confrontarsi con una storia intensa e ricca di significati.
Anche il direttore artistico della Mostra, Alberto Barbera, ha sottolineato il valore dell’opera: “Chiuderemo in crescendo grazie a Giovanni Veronesi e ai suoi magnifici interpreti, cui si deve la riuscita combinazione di ironia e leggerezza applicata a un tema t radizionalmente serio”.
Il cast riunisce alcuni dei principali protagonisti del cinema italiano: Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, Paolo Rossi e Carlo Cecchi nel ruolo di Papa Innocenzo X.
La presenza di Giovanni Veronesi e di don Jean Jacques Ilunga nei crediti del film scelto per chiudere uno dei festival cinematografici più prestigiosi al mondo conferma il legame di Prato con il cinema e la cultura, portando il nome della città sul palcoscenico internazionale della Mostra del Cinema di Venezia.
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