Una lettera al sindaco di Montemurlo, Simone Calamai, alla presidente del Consiglio comunale, Federica Palanghi, al segretario generale del Comune, Marco Fattorini, per chiedere quali sono i motivi per i quali dall’ultimo Consiglio, riunito il 19 settembre, non sono state convocate altre sedute. La lettera porta la firma di Antonio Matteo Meoni, capogruppo di Fratelli d’Italia: “Il Consiglio comunale – commenta l’esponente della minoranza – è l’organo di rappresentanza istituzionale più vicino alla comunità e per questo due mesi senza sedute non sono accettabili e non compatibili con il ruolo di un ente che deve rimanere vicino alla gente”. Meoni ha stigmatizzato l’assenza di confronto in sede di Consiglio comunale: “Due mesi sono un intervallo di tempo eccessivamente lungo per un’assemblea che è il primo presidio democratico, il luogo in cui le idee si trasformano in confronto e le decisioni in azioni concrete. Per un territorio come quello di Montemurlo, il secondo più popoloso della provincia e in continua crescita, è necessaria una presenza e una operatività anche attraverso il Consiglio comunale. Sedute troppo intervallate e con ordini del giorno molto densi, mettono in difficoltà i consiglieri, soprattutto quelli che affiancano al ruolo pubblico un’attività lavorativa: una maggiore regolarità – conclude il consigliere di FdI – consentirebbe di affrontare i temi con puntualità e accuratezza a beneficio della qualità del lavoro consiliare e dell’efficacia dell’azione amministrativa”.
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