Dopo più di quarant’anni di attività chiude a Prato Foto Becagli, storico punto di riferimento per la fotografia cittadina. Un’azienda di famiglia, passata di generazione in generazione, che ha accompagnato interi nuclei familiari tra matrimoni, nascite, compleanni e ricordi da conservare. La storia inizia nel 1982, quando Giampaolo Becagli e la moglie aprono il primo negozio in via Boni. Negli anni successivi l’attività si trasferisce in via Ferrucci e, dal 2009, passa nelle mani del figlio Roberto, che rinnova anche l’insegna in Roberto Becagli Photo Service. «È stata una decisione sofferta – spiega Roberto – ma ormai non ci sono più margini: troppe spese a fronte di incassi sempre più ridotti». Un declino iniziato con l’arrivo degli smartphone e accentuatosi nel tempo con le continue innovazioni tecnologiche, fino all’ultima frontiera rappresentata dall’intelligenza artificiale.Nonostante i tentativi di resistere, soprattutto nel periodo successivo alla pandemia, la direzione era ormai segnata. «La gente non stampa più. E quando lo fa si rivolge direttamente ai laboratori online, gli stessi da cui ci riforniamo anche noi, bypassandoci di fatto. Per i ritocchi, invece, utilizza i tantissimi programmi disponibili, spesso gratuiti».

Eppure di ritocchi Roberto ne ha realizzati moltissimi negli anni. «Dalle richieste più curiose, come sostituire il mare di Riccione con quello dei Caraibi, a quelle più frequenti: cancellare persone dalle foto di famiglia, ex coniugi, ex nuore o generi. In un certo senso sono stato testimone indiretto di piccoli drammi familiari, ma anche di tante gioie, con i servizi fotografici per nascite, matrimoni e compleanni». Con la chiusura del negozio si perde non solo un’attività commerciale, ma anche un pezzo di storia e di saper fare artigianale. «I miei genitori avevano il laboratorio per sviluppare e stampare – ricorda – e fin da ragazzino aiutavo nell’attività di famiglia, soprattutto al rientro dalle ferie, quando il lavoro aumentava». Del periodo pre-digitale resta oggi solo una piccola nicchia: «Da qualche anno sono tornate di moda le pellicole, ma chi le usa non stampa più. Digitalizza le immagini e le archivia nei file». Ed è proprio questa idea di conservare senza stampare ad aver messo in crisi l’intero settore. «Ho sempre cercato di tenermi aggiornato – conclude Becagli – risolvendo i problemi dei clienti anche quando le richieste erano piuttosto assurde. Ci sono riuscito, e la fedeltà delle persone mi ha ripagato di tanti sacrifici». Un’eredità fatta di professionalità e memoria che resta (Becagli continuerà nell’attività di fotografo), anche se la vetrina si spegne.
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