A quasi tre anni dall’alluvione del novembre 2023, che causò esondazioni, allagamenti e ingenti danni al territorio, Prato continua a essere indicata tra le aree più vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico. È quanto emerge dai dati elaborati da Airis, la piattaforma di climate risk analytics di Eoliann. Secondo lo studio, la provincia pratese è tra quelle italiane con il più alto livello di esposizione complessiva ai rischi climatici, un indicatore che combina tutti i principali pericoli monitorati dalla piattaforma. La classifica è stata elaborata utilizzando gli indici di pericolosità sviluppati dai modelli di Eoliann nello scenario climatico al 2050. L’analisi prende in considerazione l’intero territorio provinciale, non solo il capoluogo. Per ciascun pericolo climatico vengono valutati diversi livelli di probabilità di accadimento degli eventi e i risultati sono sintetizzati in un unico indice di esposizione. Lo studio è stato sviluppato anche per supportare enti pubblici e aziende nell’applicazione della direttiva europea Cer (Critical Entities Resilience), che impone ai gestori delle infrastrutture e dei servizi essenziali di valutare i rischi, compresi quelli legati ai cambiamenti climatici, e di adottare misure per rafforzare la resilienza.
Per un territorio che ha già vissuto le conseguenze di un evento estremo come l’alluvione del 2023, il report conferma una condizione di elevata esposizione ai rischi climatici. Pur non prevedendo quando e dove si verificheranno nuovi episodi, l’analisi evidenzia la necessità di continuare a investire nella prevenzione, nella manutenzione del territorio e negli interventi di adattamento ai cambiamenti climatici.
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