Continua a dare risultati positivi, all’interno della struttura complessa di geriatria dell’ospedale Santo Stefano di Prato, il progetto di Doll Therapy, la terapia non farmacologica introdotta nel 2019 per offrire un supporto concreto ai pazienti con deterioramento cognitivo durante il ricovero ospedaliero. Ormai parte integrante dell’attività assistenziale del reparto, la Doll Therapy si è dimostrata uno strumento efficace nel favorire il benessere emotivo delle persone fragili, contribuendo a ridurre stati di agitazione e ansia e a contenere l’insorgenza di episodi di delirium nei pazienti affetti da demenza. Attualmente il reparto dispone di quattro bambole terapeutiche realizzate secondo le linee guida internazionali elaborate da Mackenzie Wood-Mitchell e James (2007). Le bambole presentano caratteristiche differenti tra loro, con corpi morbidi e dettagli studiati per favorire l’interazione e offrire un’esperienza rassicurante e personalizzata. La terapia viene proposta direttamente al letto del paziente, che può tenere con sé la bambola per tutta la durata della degenza. Attraverso il contatto visivo e tattile si sviluppa una relazione empatica che richiama il gesto dell’accudimento, stimolando ricordi, emozioni e sentimenti positivi e offrendo un senso di compagnia e sicurezza. L’esperienza maturata negli anni ha evidenziato numerosi benefici: il recupero di una maggiore calma e tranquillità, il miglioramento dell’interazione con il personale sanitario e una comunicazione più agevole tra operatori, pazienti e familiari. Inoltre, la Doll Therapy può favorire il mantenimento delle capacità residue della persona attraverso semplici attività di cura e accudimento.
“La prosecuzione e la longevità del progetto – sottolinea la direttrice della SOC Geriatria, Donatella Calvani – confermano l’impegno della struttura nel promuovere interventi innovativi e non farmacologici, capaci di migliorare la qualità dell’assistenza e l’esperienza di cura delle persone anziane e delle loro famiglie”.
Il percorso di supporto può proseguire anche dopo la degenza: la Doll Therapy, infatti, può essere proposta al momento della dimissione, accompagnando il paziente nel rientro al domicilio e garantendo continuità a un’esperienza terapeutica già avviata in ospedale.
“La Doll Therapy rappresenta un importante complemento all’assistenza tradizionale – aggiunge la coordinatrice infermieristica della Geriatria, Mary Chiti – perché mette al centro la persona e i suoi bisogni relazionali ed emotivi. I risultati osservati nel tempo confermano il valore di questo approccio nel migliorare il comfort e il benessere durante il ricovero”.
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