Prato è tra le città italiane con il più alto tasso di dispersione scolastica. Secondo i dati elaborati dall’Ufficio Statistica del Comune e incrociati con le analisi dell’Istat e dell’Osservatorio scolastico regionale, l’11% degli studenti pratesi abbandona gli studi o accumula ritardi nel percorso scolastico, un dato che colloca la città ai vertici nazionali per criticità educative. Ogni anno sono oltre 500 i ragazzi che interrompono il percorso scolastico senza aver acquisito competenze sufficienti per affrontare il mondo del lavoro e la vita sociale. Una situazione che emerge con forza anche dal progetto Idise 2025 dell’Istat, dedicato all’Indice di disagio Socio-Economico delle famiglie e dei territori. Il fenomeno appare particolarmente marcato tra gli studenti con cittadinanza straniera. Nella scuola primaria la probabilità di accumulare almeno un anno di ritardo è sei volte superiore rispetto agli studenti italiani; il divario cresce ulteriormente alle scuole medie, dove il 32% degli studenti stranieri risulta in ritardo contro il 4% degli italiani. Alle scuole superiori il problema principale diventa invece l’abbandono precoce. A Prato il tasso di dispersione oscilla tra il 3% e il 7%, ben oltre la media nazionale del 2,6%. Il momento più critico coincide con il compimento dei 16 anni, quando termina l’obbligo scolastico. Preoccupante anche il dato relativo ai minori mai iscritti a scuola: sono circa 300 i ragazzi residenti a Prato che non frequentano alcun istituto scolastico. Il 59% è in età dell’obbligo e il 73% è di nazionalità cinese. Anche il livello di istruzione della popolazione adulta evidenzia un quadro fragile: solo il 50% dei cittadini tra i 25 e i 64 anni possiede un diploma, una percentuale inferiore di 18 punti rispetto alla media toscana. Tra i giovani tra i 25 e i 39 anni i laureati sono il 25%, contro il 33% regionale. Per affrontare questa emergenza educativa si è insediato oggi a Palazzo comunale l’Osservatorio sulla povertà educativa, la dispersione e l’abbandono scolastico, organismo promosso dal Commissario straordinario con il compito di monitorare il fenomeno e coordinare azioni condivise tra istituzioni e territorio. Dell’Osservatorio fanno parte il Comune di Prato, gli uffici regionali, Arti, l’Ufficio scolastico provinciale, la Provincia, il Pin, il Cpia e la rete Rispo dei dirigenti scolastici. L’obiettivo è costruire una rete stabile di collaborazione capace di intervenire non solo sul piano scolastico, ma anche su quello sociale ed educativo, nella convinzione che il contrasto alla dispersione riguardi l’intera comunità. Il gruppo di lavoro proseguirà ora l’attività ampliando il coinvolgimento di altri enti e uffici, per fornire strumenti di analisi e supporto alle future politiche educative della città.
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