Una porzione dell’area protetta del Monteferrato, a Montemurlo, “trasformata in un’ampia discarica non autorizzata di rifiuti misti derivanti da attività di costruzione e demolizione”. La procura di Prato ha chiuso le indagini nei confronti di sei persone accusate di realizzazione di discarica abusiva, trasporto non autorizzato di rifiuti, deturpamento di bellezze naturali, violazione del vincolo idraulico. La chiusura indagini è stata notificata al gestore dell’area, all’amministratore di sostegno della proprietaria del terreno boschivo, a tre imprenditori e alla persona ritenuta autore materiale dei reati. Individuati i soggetti che materialmente hanno effettuato gli scarichi. Nel tempo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori attraverso documenti, testimonianze, telecamere nascoste, sul terreno sono confluite 2.500 tonnellate di rifiuti edili, terre di scavo, laterizi, parti di murature, piastrelle, ceramiche, agglomerati cementizi anche armati, legno, plastiche, metalli. In pratica, il terreno, pur in un’area protetta e con vincoli ambientali e paesaggistici, è diventato un enorme contenitore di spazzatura a cielo aperto. Il sequestro risale a maggio 2023.
Tra i reati contestati, anche la violazione del vincolo idraulico: lo scarico di ingenti quantità di materiali, ha finito per alterare stato e forma degli argini.
I sei destinatari del provvedimento hanno adesso venti giorni di tempo per presentare memorie o chiedere di essere interrogati prima che la procura formalizzi le sue richieste al giudice delle indagini preliminari.
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