“Riportiamo valore sui territori e diamo voce alle comunità delle aree interne, luoghi vivi e preziosi come Vernio, che hanno diritto agli stessi servizi garantiti a tutti gli altri cittadini”. Con questo appello la sindaca di Vernio Maria Lucarini ha chiuso l’incontro sulla desertificazione bancaria organizzato dal Comune insieme ad Anci Toscana all’ex Meucci di Mercatale. L’iniziativa di ieri pomeriggio 19 maggio, ha richiamato tanti cittadini, associazioni e imprese del territorio, preoccupati per la perdita dei servizi bancari in alta Val di Bisenzio. Lucarini ha chiesto una mobilitazione più ampia che coinvolga tutti i Comuni colpiti dalla chiusura degli sportelli, proponendo anche la creazione di un organismo permanente di confronto con Anci per dare voce ai territori e riaprire il dibattito sulla responsabilità sociale degli istituti di credito. All’incontro è intervenuto anche l’assessore regionale all’Economia Leonardo Marras, che ha ricordato come la Toscana sia stata la prima regione italiana ad aver istituito un Osservatorio sulla desertificazione bancaria. “Uno strumento che mette insieme banche, sindacati, associazioni e Comuni per difendere servizi e lavoro sul territorio”, ha spiegato. Sul palco si sono alternati anche il presidente del Comitato “Una banca per Vernio”, che ha raccolto quasi 2mila adesioni, amministratori locali, rappresentanti di Anci Toscana e dei sindacati bancari. Il confronto, moderato dal giornalista Mauro Banchini, aveva l’obiettivo di riportare attenzione su un territorio di oltre 6.300 abitanti che rappresenta un punto di riferimento per tutta l’alta valle del Bisenzio. Critico invece il capogruppo di “Rilanciamo Vernio” Marco Ciani, che pur riconoscendo l’importanza dell’iniziativa ha parlato di un intervento tardivo. Secondo Ciani dall’incontro non sarebbero emerse soluzioni concrete per riaprire uno sportello bancario o attivare almeno un servizio finanziario evoluto sul territorio. “Ci aspettavamo proposte operative – ha commentato – mentre si è parlato soprattutto di scenari generali. Il problema andava affrontato anni fa, prima della chiusura dello sportello e della vendita dell’immobile. In quel momento si poteva tentare di ottenere da Intesa almeno un presidio bancario ridotto o uno sportello evoluto per non lasciare senza servizi cittadini, anziani e imprese”. Ciani ha comunque assicurato il sostegno del gruppo a tutte le iniziative che porteranno “risposte concrete” al territorio, ribadendo però che “chi amministrava avrebbe dovuto muoversi prima e con maggiore decisione”.
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