Alla vigilia della prima prova della maturità si erano moltiplicate le previsioni su guerre, intelligenza artificiale e cyberbullismo. Alla fine, però, il tradizionale toto-tracce ha centrato soltanto uno degli argomenti più gettonati: la Costituzione. Le sette tracce scelte dal Ministero hanno infatti privilegiato temi culturali, storici e sociali, lasciando fuori gli argomenti di stretta attualità internazionale che molti studenti si aspettavano.









Servizio video e fotografico di Alessandro Fioretti
Per la tipologia A, dedicata all’analisi del testo letterario, gli studenti hanno potuto confrontarsi con Cesare Pavese e la poesia “Passerò per piazza di Spagna”, un testo attraversato da amore, attesa e malinconia. In alternativa, un brano tratto da “I piaceri” di Vitaliano Brancati ha invitato a riflettere sul rapporto tra divertimento, noia e piacere intellettuale.
Nella tipologia B, dedicata al testo argomentativo, è comparso l’unico tema realmente anticipato dai pronostici: l’Assemblea Costituente, accompagnata da un estratto del discorso di insediamento del presidente Giuseppe Saragat. Accanto alla riflessione sulla nascita della Repubblica, gli studenti hanno trovato anche un brano del sociologo Frank Furedi tratto da “I confini contano”, dedicato al significato dei limiti nell’epoca delle migrazioni e delle identità, e un testo di Piero Bianucci sull’importanza del linguaggio e della comunicazione efficace.
Per la tipologia C, il tema di attualità, il Ministero ha scelto invece due argomenti vicini all’esperienza personale dei ragazzi: la meraviglia e la fatica. Da una parte l’articolo “Funziona a meraviglia” della giornalista tedesca Wenke Husmann, che sottolinea come la capacità di stupirsi possa migliorare le relazioni sociali e la comprensione del mondo; dall’altra il saggio “Alzarsi all’alba” di Mario Calabresi, dedicato al valore dell’impegno, della dedizione e del sacrificio.
Tracce che hanno convinto gran parte dei presidenti di commissione. “Rispetto allo scorso anno sono forse un po’ più difficili ma comunque fattibili- osserva Paolo Cipriani, preside del Marconi – I ragazzi della mia commissione hanno scelto soprattutto quella sulla fatica e sul rapporto con gli adulti, ma qualcuno ha affrontato anche il tema della meraviglia”.
Sulla stessa linea Mario Di Carlo, preside del liceo Cicognini Rodari e presidente di commissione al Dagomari: “Nei licei gli autori proposti vengono affrontati durante il percorso di studi e gli studenti hanno la preparazione necessaria per confrontarsi con questi testi. Nella mia commissione sono state scelte un po’ tutte le tracce, segno che erano accessibili a tutti. Personalmente avrei scelto quella legata a Saragat”.
La giornata si è aperta anche con gli auguri del presidente della Provincia, Simone Calamai, che ha voluto essere presente al Datini per salutare i maturandi alle prese con uno degli appuntamenti più importanti del loro percorso scolastico. Una maturità che, almeno per questa prima prova, ha preferito la riflessione alla cronaca, premiando la capacità di ragionare sul presente attraverso la letteratura, la storia e l’esperienza quotidiana.
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