Duomo colmo di fedeli per il pontificale di Santo Stefano, celebrato dal vescovo di Prato Giovanni Nerbini. Alla solenne liturgia ha partecipato anche Franco Agostinelli, vescovo emerito di Prato, insieme a numerose autorità civili e politiche: l’onorevole Erica Mazzetti di Forza Italia, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani accompagnato dall’ assessora alla Cultura Cristina Manetti, i consiglieri regionali Matteo Biffoni e Chiara La Porta e il presidente della Provincia Simone Calamai e Francesco Pisani in rappresentanza dell’amministrazione comunale. Durante l’omelia, il vescovo Nerbini ha espresso preoccupazione per la situazione della città, senza però rinunciare a un messaggio di speranza, richiamandosi alla strada tracciata da Santo Stefano. Tre, in particolare, le incertezze evidenziate.






Foto di Alessandro Fioretti
La prima riguarda la situazione politico-amministrativo, che rischia di generare stallo. «Non punto il dito contro nessuno – ha detto Nerbini – ma dobbiamo saper voltare pagina. In campagna elettorale ho incontrato tante persone desiderose di entrare in politica: ho detto loro di farlo solo se non fosse per un interesse personale. Ci sono molti che mettono al centro il servizio agli altri e il bene comune: a loro i partiti, di destra e di sinistra, devono fare spazio». Tra le altre criticità, il vescovo ha richiamato l’aumento delle marginalità, che rendono sempre più persone “ invisibili anche agli occhi delle istituzioni”. Forte anche l’attenzione alle fragilità giovanili: «In un istituto superiore ci sono tre psicologi: non basta aiutare i ragazzi, bisogna capire da dove nasce il disagio. Occorre prevenire. Oggi i genitori hanno lauree e diplomi, ma questo non ha migliorato la situazione: serve più dialogo». Nerbini ha infine sottolineato il valore del volontariato, realtà viva e diffusa in città, fondamentale per sostenere il tessuto sociale.
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