Tre percorsi, una filiera scolastica che dialoga ogni giorno con il territorio. È la forza del corso “Tecnico Agrario” dell’Istituto Datini, attivo da dodici anni e sempre più integrato con le realtà produttive della provincia di Prato. Una proposta formativa che, grazie a un network consolidato di enti, aziende e associazioni, permette agli studenti di conoscere da vicino le peculiarità agronomiche della provincia e di svolgere attività Pcto in contesti rurali, agricoli e ambientali reali. Durante l’open day organizzato dalla Provincia di Prato, il Datini ha presentato i tre percorsi cardine della collaborazione con il territorio, affiancato da due realtà fondamentali della Val Bisenzio: l’Associazione per lo Sviluppo Turistico della valle e l’Associazione Castanicoltori della Valle del Bisenzio.
Il primo percorso riguarda la coltivazione e la valorizzazione del pomodoro Borsa di Montone, varietà autoctona recuperata grazie ai “coltivatori custodi” e oggi presente anche nel campo sperimentale dell’istituto. La collaborazione, attiva da cinque anni, include anche un progetto dedicato al miele realizzato insieme agli apicoltori della valle. L’obiettivo è duplice: far scoprire agli studenti le opportunità professionali offerte dalla Val Bisenzio e tutelare frutti e ortaggi antichi, tra cui anche la mela Savignanina.
Il secondo ambito di lavoro si concentra sulla castanicoltura, filiera storica del territorio, sviluppata insieme all’Associazione Castanicoltori nata nel 2008. Grazie a questa partnership gli studenti approfondiscono aspetti produttivi, culturali e ambientali dei castagneti, entrando in contatto con una realtà che ancora oggi rappresenta un tassello importante dell’economia locale.
Il terzo percorso è invece legato al comprensorio del Montalbano, dove prosegue la collaborazione con l’Associazione Produttori Fichi Secchi di Carmignano e con il Comune. Qui gli studenti esplorano le filiere del vino e dell’olio, prodotti simbolo del territorio e testimonianza della sua forte vocazione agricola.
L’insieme di queste esperienze conferma il ruolo del Datini come punto di riferimento per la formazione tecnica agraria, capace di unire didattica, tutela delle tradizioni, innovazione e contatto diretto con le realtà produttive pratesi.
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