Dieci anni di lavoro, inclusione e passione. All’istituto Marconi si è conclusa la decima edizione del progetto dedicato alla meccanica delle biciclette, un percorso che nel tempo ha coinvolto oltre 300 ragazzi e che, anno dopo anno, si è trasformato in molto più di un semplice laboratorio scolastico. Anche quest’anno sono stati 30 gli studenti protagonisti dell’iniziativa, impegnati nel recupero e nella riparazione di circa 70 biciclette provenienti dal deposito giudiziario del Comune di Prato e destinate alla rottamazione. Le bici sono state revisionate e rimesse in uso all’interno dei laboratori di meccanica della scuola, in un percorso articolato in sei laboratori per un totale di 90 ore. Il progetto è rivolto in particolare agli studenti con bisogni educativi speciali e ai ragazzi a rischio dispersione scolastica. L’obiettivo è quello di offrire loro un’attività concreta, capace di valorizzare abilità pratiche, interessi personali e attitudini, creando allo stesso tempo occasioni di crescita, socializzazione e recupero della motivazione scolastica. In questi dieci anni i risultati sono andati ben oltre le aspettative. Alcuni dei ragazzi coinvolti, infatti, hanno poi deciso di proseguire su questa strada, trasformando le competenze acquisite durante il progetto in una vera opportunità lavorativa, aprendo anche attività proprie nel settore delle biciclette e della riparazione. Durante l’evento finale è stato premiato anche Marco Vannucchi, il “maestro biciclettaio” che fin dalla prima edizione ha accompagnato gli studenti, trasmettendo loro non solo le competenze tecniche, ma soprattutto la passione per questo mestiere e il valore del lavoro manuale.

«È un progetto importante, spendibile anche nel mondo del lavoro e che negli anni è cresciuto molto – spiega il dirigente scolastico Paolo Cipriani –. Il prossimo anno, se ci verrà assegnato oltre al Marconcino anche un altro edificio scolastico, troveremo una nuova soluzione per questa attività con un vero e proprio laboratorio dedicato». Il ricavato delle donazioni raccolte attraverso le biciclette riparate ed esposte nel giardino della scuola sarà reinvestito interamente nel progetto, permettendo di acquistare nuovi materiali e dare continuità all’attività.
«Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come la scuola possa diventare luogo di crescita, innovazione e attenzione al bene comune – ha sottolineato il presidente della Provincia Simone Calamai – Attraverso il recupero delle biciclette, gli studenti imparano competenze tecniche importanti ma soprattutto il valore della sostenibilità, della collaborazione e della responsabilità verso la comunità».
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