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Da tutor a “fratelli maggiori”: lo speciale legame fra gli studenti del Buzzi e quelli della primaria Nelson Mandela


Quando i ragazzi più grandi diventano guide, amici e punti di riferimento per chi si affaccia alla scuola e alla vita


Alessandra Agrati


Prendersi cura dei più piccoli non significa soltanto aiutarli a comprendere meglio scienze o geografia, ma anche accompagnarli a guardare il mondo con più sicurezza, curiosità e gentilezza. È questo il cuore del progetto “Dietro le Quinte: crescere insegnando, imparare ascoltando”, nato dall’incontro tra la 5E del Buzzi e la classe quinta della scuola primaria Nelson Mandela dell’Istituto Comprensivo Pier Cironi, due realtà scolastiche vicine non solo geograficamente, ma anche nello spirito. L’idea è stata proposta dal docente di italiano Andrea Bertini e accolta con entusiasmo dai dirigenti scolastici Alessandro Marinelli e Barbara Mechelli, insieme alle insegnanti Ilaria Natali e Valentina Mannelli e al docente di religione Quirino Balletta. Ma i veri protagonisti del progetto sono stati gli studenti, capaci di trasformare alcuni incontri scolastici in un autentico legame di fiducia, ascolto e amicizia.

«Più che un tutoraggio – ha spiegato Bertini – si è creato un rapporto tra fratelli maggiori e fratelli minori. Tra loro ci sono otto anni di differenza, ma si sono capiti subito». Tre gli incontri organizzati. Il primo si è svolto nel giardino delle Pier Cironi, dove i bambini della primaria hanno potuto fare domande su argomenti scolastici ma anche sulle piccole grandi paure della crescita.
«Non avevo ben capito la forza di gravità – racconta Cosimo – e loro sono riusciti a spiegarmela in modo semplice e divertente». Accanto alle materie di studio, sono emersi anche temi più personali: come affrontare l’ingresso alle medie, come fare amicizia, come superare la paura di sentirsi esclusi o non abbastanza all’altezza. «È stata un’esperienza speciale – ha raccontato Lapo Mango, studente della 5E – perché mi sono rivisto bambino anch’io, con le stesse paure e la stessa voglia di capire. E poi spiegare concetti difficili a bambini più piccoli è stato utile anche per noi: ti insegna a trovare le parole giuste e ad ascoltare davvero». L’ultimo incontro si è svolto al Buzzi, dove i piccoli alunni hanno visitato anche i laboratori della scuola.
«Non è un progetto di orientamento scolastico – ha sottolineato il dirigente Alessandro Marinelli – ma un’esperienza di crescita tra pari, legata alla condivisione e all’espressione culturale. Visto il successo, pensiamo di proporre questo modello anche in altre realtà». A rendere ancora più emozionante il percorso sono stati i gesti finali dei bambini della primaria: poesie, biglietti e pensieri dedicati ai loro “fratelli maggiori”, come segno di gratitudine per chi, anche solo per qualche incontro, è riuscito a farli sentire ascoltati, accolti e un po’ più sicuri nel cammino verso il futuro.

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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

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