Da Prato a Cortina d’Ampezzo, lungo la pista di bob Eugenio Monti, uno dei luoghi simbolo delle Olimpiadi invernali. Tra i tedofori della tappa speciale della fiaccola olimpica di lunedì 26 gennaio c’era anche Carlotta Bruni, pratese e membro dello staff della Fondazione Cortina, sorteggiata tra i dipendenti per prendere parte a un evento dal forte valore simbolico.
«È stata un’emozione enorme – racconta – scendere lungo la pista di bob Eugenio Monti che verrà utilizzata per le Olimpiadi. Ovviamente non guidavo io, ma il percorso, seppur breve, è stato molto intenso».
La tappa, la numero cinquanta del viaggio della fiaccola, celebrava anche i 70 anni dall’avvio dei Giochi olimpici invernali di Cortina 1956, rendendo l’evento ancora più significativo. Per Carlotta, con un passato sportivo da sciatrice e atleta, portare la fiamma olimpica lungo la pista di bob Eugenio Monti ha avuto un valore ancora più profondo.

«Quando ho avuto la fiamma in mano mi sono sentita orgogliosa – spiega – ed è stato soprattutto un sogno che si avvera. Lo sport ha sempre fatto parte della mia vita e le Olimpiadi hanno sempre rappresentato un punto di riferimento».
Come tutti i tedofori, Carlotta ha indossato la divisa bianca ufficiale e, una volta arrivata a valle, ha riconsegnato la fiaccola. Ha potuto però conservare la parte inferiore, con la scritta “Ho portato la fiamma olimpica”, un ricordo destinato a restare. «Un’emozione che porterò sempre con me».
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