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Corruzione, Matteini Bresci al Riesame: la difesa chiede la scarcerazione


L'imprenditore è agli arresti domiciliari dal 31 maggio con l'accusa di corruzione. Con lui sono finiti nei guai il comandante della Compagnia dei carabinieri di Prato e un investigatore privato di Torino. L'inchiesta della Dda di Firenze è una costola dell'indagine sulla presunta 'guerra delle grucce'


Nadia Tarantino


Per Riccardo Matteini Bresci nessuna notizia per ancora qualche giorno. Il tribunale del Riesame, davanti al quale oggi, martedì 18 giugno, si è tenuta l’udienza, deciderà al più tardi entro l’inizio della prossima settimana se confermare o revocare gli arresti domiciliari ai quali l’imprenditore, ad del Gruppo Colle e presidente della sezione moda di Confindustria Toscana Nord (ora autosospeso), si trova dal 31 maggio dopo essere finito in una inchiesta della Dda su un presunto giro di corruzione che ha portato in carcere il comandante della Compagnia dei carabinieri di Prato, Sergio Turini (ai domiciliari con braccialetto elettronico da venerdì scorso, avvocato Giovanni Renna) e Roberto Moretti, investigatore privato di Torino (passato dai domiciliari alla custodia cautelare in carcere per avere risposto ad una telefonata, avvocato Flavio Campagna).
L’indagine che ha messo nei guai Matteini Bresci, il carabiniere e l’investigatore, nasce dall”inchiesta madre’ sulla cosiddetta ‘guerra delle grucce’ che nel distretto pratese vedrebbe contrapposte alcune ditte cinesi interessate, pare, a gestire e controllare l’approvvigionamento delle grucce da parte dei quasi duemila pronto moda attivi sul territorio. Gli investigatori si sarebbero imbattuti in un giro di presunti favori e contestano al tenente colonnello Turini di esseri messo a disposizione di Matteini Bresci interrogando a ripetizione la banca dati in uso alle forze dell’ordine per reperire le informazioni e i dati richiesti; un’attività che sarebbe stata fatta in cambio di un viaggio negli Usa che l’imprenditore ha pagato al figlio del carabiniere. Da qui, per Turini, anche l’accusa di accesso abusivo al sistema informatico. Non solo: il militare è indagato anche per peculato per avere usato l’auto di servizio per faccende personali. Turini, stando alle indagini, avrebbe poi usato il suo ruolo per passare informazioni riservate all’amico Moretti che, in virtù di queste, si sarebbe mosso per la propria professione di investigatore privato. E anche in questo caso si parla di regalie: tre bottiglie di vino di lusso del valore di 1.800 euro.
Matteini Bresci, dal primo giorno, respinge con forza l’accusa di corruzione: dopo l’arresto non ha risposto all’interrogatorio di garanzia limitandosi a rilasciare dichiarazioni spontanee per negare che quel viaggio in America sia stata la moneta di scambio per le informazioni ottenute dal comandante dei carabinieri.

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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