Da secoli il Convitto Cicognini rappresenta un punto di riferimento per l’accoglienza degli studenti fuori sede e per il servizio da semiconvittori, destinato a chi ha bisogno di restare a scuola ben oltre l’orario scolastico. Un servizio fondamentale che, però, rischia di non essere più garantito nei prossimi cinque anni, a causa della cronica mancanza di personale educativo di ruolo
L’ultimo concorso risale al 2000, e da allora la situazione è rimasta invariata, nonostante l’evoluzione dei bisogni educativi. Gli educatori, che svolgono un ruolo chiave nel supportare i ragazzi nei compiti, nella socializzazione e, per chi vive nel collegio, diventano veri e propri tutor, sono oggi solo 30 a fronte di 900 studenti tra convittori e semiconvittori, di cui 100 dormono stabilmente all’interno della struttura in piazza del Collegio.
Una sproporzione che preoccupa il personale, le famiglie e i sindacati. Per questo motivo oggi, 7 luglio, la Cisl Scuola ha organizzato un presidio davanti al Convitto, frequentato in passato anche da Gabriele D’Annunzio.
““È una situazione di precariato intollerabile. Manca un progetto di intervento strutturale sul reclutamento del personale educativo che da 25 anni – spiega Camilla Insom segretaria generale della Cisl Scuola Firenze-Prato – è condannato al precariato. L’ultimo concorso risale al 2000. I tagli all’organico non aiutano. Serve un nuovo concorso nazionale e anche una riforma delle norme per l’organizzazione del personale non adeguate all’oggi daro che i Convitti seguono regole diverse rispetto alle scuole ordinarie. Abbiamo bisogno di un organico stabile e più ampio.”.
A lanciare l’allarme è anche il dirigente scolastico Tiziano Nincheri, che, anche su sollecitazione di alcuni genitori, ha inviato una lettera al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara per chiedere un intervento urgente. Nell’anno che si è concluso per far fronte alla carenza di personale la scuola ha fatto ricorso a una cooperativa.
“Per il prossimo anno – afferma Nincheri – riusciamo ancora a garantire il servizio, ma la prospettiva è preoccupante. Le famiglie scelgono il Convitto anche per la qualità dell’accoglienza educativa, che con questa carenza di personale rischia seriamente di perdere efficacia. Con un organico più adeguato potremmo non solo migliorare le condizioni di lavoro degli educatori, ma fornire un supporto ancora più incisivo alle famiglie”.
Al Cicognini non ci sono solo studenti provenienti da fuori provincia – attratti da indirizzi unici come il liceo linguistico con indirizzo in cinese – ma anche numerosi atleti iscritti alle società sportive pratesi, per i quali il servizio è garantito 24 ore su 24.
“Il nostro è un ruolo educativo essenziale – conclude Antonio Cavuoti un educatore presente al presidio – ma da anni siamo precari, e questa situazione non è più accettabile. Per altre figure scolastiche, come gli insegnanti di sostegno, sono state trovate soluzioni. Chiediamo le stesse tutele anche per noi”.
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