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Confcommercio lancia cinque linee strategiche per dare un nuovo futuro a Prato e a Pistoia


Lo studio è stato al centro del confronto organizzato oggi alla Camera di commercio con attori pubblici e privati. Elemento base è la creazione di una precisa identità territoriale legata al green che lega in modo sinergico tutte le altre strategie


Eleonora Barbieri


L’economia circolare tessile pratese combinata al florovivaismo pistoiese per trasformare Pistoia e Prato nella “Green Valley” italiana. Parte dalla creazione e dal riconoscimento di una precisa identità territoriale e arriva sino al ripensamento dei centri storici il progetto lanciato oggi pomeriggio, 13 febbraio, da Confcommercio Pistoia Prato per dare alle due città una nuova impronta che le renda più attrattive e garantisca vivibilità e benessere economico a chi ci vive e ci lavora. Un progetto realizzato dal professor Fernardo Alberti di Strategique, centro studi di Harvard e al centro della giornata di confronto tra decisori pubblici e privati riuniti alla camera di commercio di Prato nel workshop “Le città come laboratorio del cambiamento”. Cinque le linee strategiche indicate dallo studio emerse da un lavoro durato due anni per creare una visione più ampia: “Tre sono in capo alla Confcommercio stessa perché riguardano la creazione di una Dmo (Destination Management Organization ossia la gestione coordinata di tutti gli elementi che compongono una destinazione), della valorizzazione dell’enogastronomia e della strutturazione dei distretti del commercio che è il tema di oggi. – spiega il professor Alberti – Due coinvolgono gli stakeholder del territorio che sono la dimensione del tessile e quella del florovivaismo. La strategia non è l’elenco della spesa di queste cinque linee, quanto avere queste cinque linee che si integrino e si rinforzino a vicenda, ecco perché abbiamo lanciato Green Valley che mette in sinergia i due territori”.

La piattaforma, al di là della storica rivalità tra le due città, convince i suoi sindaci che si sono confrontati sul tema in una tavola rotonda con l’assessore regionale Leonardo Marras e i vertici di Confcommercio toscani e locali Aldo Cursano e Gianluca Spampani. Per Matteo Biffoni, primo cittadino pratese: “Dobbiamo, se vogliamo  competere con il resto delle realtà, mettere insieme obiettivi comuni, una narrazione che valorizzi i nostri punti di forza nelle nostre diversità, che sappia raccontare un territorio intero”. Il collega di Pistoia, Alessandro Tomasi, ha messo l’accento sulle politiche attive che un’amministrazione comunale può attuare e governare per aiutare il mondo produttivo: “Un fenomeno che ha colpito molto la mia città in passato è l’abbandono da parte delle funzioni pubbliche del centro storico. Dobbiamo invertire la rotta e dotare la zona di parcheggi”.

Con l’occasione è stato presentato anche il progetto Cities, ossia una piattaforma multidisciplinare per migliorare le condizioni dei centri urbani e sostenere le economie di prossimità. “Le nostre città – ha detto il presidente di Confcommercio Pistoia e Prato, Gianluca Spampani – e in modo specifico i centri storici, devono essere oggetto di un profondo ripensamento. Per cambiare lo stato delle cose, però, abbiamo bisogno di approcci nuovi. Penso alle funzioni pubbliche: è utile riportare dentro quelle che aderiscono davvero ai bisogni di una società che si evolve costantemente. Di sicuro i centri storici devono tornare ad essere luoghi a misura di chi ci vive e ci lavora: è la precondizione per renderli interessanti all’esterno. Oggi i decisori chiamati ad orientare le politiche di crescita del territorio devono assumersi una responsabilità netta”.

“Nei territori di provincia italiani – ha aggiunto il direttore Tiziano Tempestini – è in atto una crisi profonda del modello di città, manifestata dai numeri, impietosi, che riguardano la nati mortalità delle imprese e lo spopolamento di residenti. Noi non ci stiamo: la prospettiva della desertificazione deve essere avversata attraverso un nuovo percorso di crescita. Le parole d’ordine sono ambizione e visione. Amministratori e associazioni ripartano da qui per tracciare un futuro e una brand reputation differenti, con un’azione corale che riguardi i residenti e i lavoratori in prima battuta, per poi concentrarsi sulle strategie che dovranno renderci più attrattivi per i turisti, in un anno che si preannuncia da record per il settore. È una questione divenuta irrimandabile”. 

(e.b.)
Edizioni locali: Prato

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Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
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