Con l’inizio del nuovo anno scolastico, i presidi pratesi si trovano ancora una volta a dover gestire la complessa macchina organizzativa tra spazi ridotti, orari da coordinare e laboratori da garantire. Nonostante le nuove suddivisioni stabilite dalla Provincia, gli istituti con il maggior numero di iscrizioni continuano a soffrire più degli altri.
Al Marconi, che conta 1.287 studenti, dodici classi dovranno ruotare tra le aule disponibili, nonostante l’assegnazione di due spazi al “Rodarino”. «Ogni anno diventa più complicato – spiega il dirigente Paolo Cipriani – anche perché devo garantire l’accesso ai laboratori della sede centrale. Le terze, le più numerose, resteranno a San Paolo».
Situazione simile al Gramsci Keynes, dove alcune classi del biennio turistico e alcune terze saranno ospitate anch’esse al Rodarino. Il preside Pollini ha invece mantenuto la promessa fatta agli studenti dello scientifico tradizionale, che lo scorso anno – tra polemiche di alunni e genitori – erano stati trasferiti al polo di San Paolo e quest’anno tornano in sede.
Al Buzzi inizieranno i lavori di rifacimento del tetto il 10 settembre: il cantiere non avrà però ricadute sulle lezioni, trattandosi di interventi esterni. Interventi progressivi sono previsti anche per i bagni. Tre sedi confermate, invece, per il Dagomari: il polo di San Giusto, il centro Ventrone e la cosiddetta “scuola di legno”.
Al Livi non si registrano criticità grazie a un lieve calo delle iscrizioni. Le lezioni si terranno tra via Marini e piazza Duomo, all’ex Stella d’Italia, mentre verrà rinnovata la richiesta di utilizzare la palestra del Convitto Cicognini. Più complessa, come da tradizione, la situazione del Brunelleschi, che dovrà distribuire le classi in quattro sedi: quella centrale, la primaria Anna Frank, l’ex distretto socio-sanitario e l’ex caserma dei vigili del fuoco in via Galcianese. «Il problema delle aule all’artistico è cronico – sottolinea la dirigente Maria Grazia Ciambellotti – e abbiamo anche una lista d’attesa che non potremo smaltire».
Oltre agli spazi, studenti e famiglie dovranno fare i conti con la questione trasporti. Provincia e Autolinee Toscane presenteranno a breve un piano di razionalizzazione delle corse. Intanto il Comune di Vernio ha annunciato contributi per gli studenti pendolari residenti in Val di Bisenzio: il sostegno, riservato ai nuclei con ISEE fino a 40mila euro, coprirà dal 50 al 90% delle spese di abbonamento a bus, treni o pullman.
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