Sarà una citta blindata quella che domani 7 marzo si appresta ad ospitare le tre manifestazioni organizzate praticamente in contemporanea: quella a favore della proposta di legge sulla remigrazione che si terrà a partire dalle 15 in piazza Europa e le due contromanifestazioni di sindacati partiti e associazioni alle 16 in piazza delle Carceri e di Sudd Cobas, Collettivo Gkn e Comitato 25 aprile dalle 15.30 in piazza Duomo, per poi confluire con quelle delle Carceri. Le tensioni sono iniziate già oggi con i Sudd Cobas che hanno allestito un presidio permanente con tende e gazebo proprio in piazza Europa con lo scopo di impedire la manifestazione per la remigrazione: “Nessuno spazio a Prato per i fascisti e per i loro progetti di deportazione degli immigrati” è quanto spiegato. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine. Al momento l’intenzione dei manifestanti è di presidiare la piazza anche nella notte e nella giornata di domani in modo da non far svolgere l’iniziativa pro remigrazione.









Servizio fotografico di Alessandro Fioretti
Un gesto condannato dal centrodestra. “Quello che sta accadendo oggi a Prato è gravissimo e rappresenta un precedente pericoloso – dichiara Claudiu Stanasel della Lega – Un gruppo organizzato ha occupato la piazza per impedire la manifestazione di altri cittadini. Questo significa negare un diritto fondamentale garantito dalla nostra Costituzione: la libertà di manifestare pacificamente. Ancora una volta assistiamo al solito copione: quando la sinistra manifesta è democrazia, quando a manifestare sono altri diventa improvvisamente un problema. È l’ennesima dimostrazione di un atteggiamento profondamente ipocrita e antidemocratico”. Con Francesco Cappelli, commissario provinciale di Forza Italia, che rilancia: “L’occupazione abusiva di piazza Europa – dice – avvenuta oggi da parte dei Sudd Cobas è un fatto grave e inaccettabile. In una democrazia le piazze non si occupano per impedire ad altri di manifestare. Le istituzioni devono garantire che tutti possano esprimere le proprie idee nel rispetto della legge. Nessuno può arrogarsi il diritto di impedire ad altri di manifestare occupando spazi pubblici in modo abusivo”.
La Questura ha imposto il divieto di cortei per ridurre al minimo il rischio di scontri e incidenti, anche alla luce delle polemiche che hanno accompagnato l’avvicinarsi alla data che, lo ricordiamo, a Prato ha un significato particolare. Il 7 marzo 1944 furono infatti rastrellati e deportati nei lager nazisti 133 operai che avevano scioperato nei giorni precedenti. Pochissimi di loro tornarono a casa. Per questo la scelta della data – probabilmente casuale – del 7 marzo per svolgere in città la manifestazione nazionale pro remigrazione, ha creato la ferma e decisa presa di posizione di tutte le forze di centrosinistra mentre sul fronte opposto l’unico politico di rilievo ad aderire all’iniziativa pro remigrazione è stato il candidato sindaco della Lega Claudiu Stanasel.
Sul fronte dell’ordine pubblico, arriveranno in città rinforzi di polizia, carabinieri e guardia di finanza. La parte di città interessata dalle manifestazioni sarà praticamente blindata. Questi tutti i provvedimenti per la viabilità in vigore domani. Dalle 5 alle 20 sono previsti diversi divieti di sosta nelle seguenti strade: piazza Europa, via Tiziano, via Cimabue, via Tiepolo, via Giotto, largo Giotto, viale Vittorio Veneto, viale Montegrappa (area di parcheggio posta a margine della viabilità principale tra via Tacca e viale Vittorio Veneto), piazza San Marco, viale Piave, via San Giovanni, via della Fortezza, piazza Santa Maria delle Carceri (tratto di scorrimento veicolare posto tra viale Piave e via San Bonaventura), via San Bonaventura, piazza Sant’Antonino, piazza San Francesco (tratto compreso tra il civico 6 a via Ricasoli, compresi gli stalli adibiti alla sosta di ciclomotori, cicli e motocicli posti in prossimità della Fontana dei Delfini; dalle 11 alle 20 sono previsti sensi unici o chiusure temporanee in via San Jacopo, via dei Migliorati, via Jacopo Modesti, via Dante, via San Giovanni, via Mazzini. Previsto lo spegnimento del varco elettronico di controllo dell’accesso alla Ztl “A” (0-24) posto in via San Jacopo all’altezza di via Modesti. Modifiche anche al trasporto locale: fino al termine delle manifestazioni, le linee urbane ed extraurbane saranno deviate. Per conoscere tutte le modifiche al servizio previste, consultare la sezione Avvisi.
I divieti e la chiusura delle strade hanno provocato l’immediata protesta da parte di esercenti e commercianti. Confesercenti, ad esempio, esprime forte preoccupazione e malcontento per la decisione delle autorità di autorizzare, per il pomeriggio di sabato 7 marzo, tre presidi in tre diverse piazze del centro cittadino. Manifestazioni contrapposte che rischiano di rendere particolarmente complicata la gestione della giornata. “Si tratta – viene spiegato in una nota – di un sabato alle porte della primavera, tradizionalmente uno dei giorni più importanti per il commercio, quando il centro cittadino si riempie di persone e le attività lavorano di più. Questa scelta rischia inevitabilmente di creare tensioni, disagi alla circolazione e un clima poco favorevole alla frequentazione delle vie dello shopping. Pur nel pieno rispetto del diritto di manifestare, Confesercenti non può nascondere la propria preoccupazione per una situazione che si preannuncia delicata e che potrebbe avere ripercussioni negative sulle attività commerciali. Confesercenti auspica, quindi, che vengano garantite tutte le condizioni necessarie affinché la giornata si svolga senza tensioni e senza ulteriori penalizzazioni per i commercianti del centro, che proprio nei fine settimana contano su un afflusso maggiore di persone per sostenere il proprio lavoro”. Anche Confcommercio esprime forte preoccupazione per le ripercussioni che le manifestazioni rischiano di produrre sul tessuto economico cittadino. “Il diritto a manifestare è sacrosanto e fa parte della vita democratica del Paese – sottolinea Confcommercio – ma non possiamo ignorare gli effetti che iniziative di questo genere producono sulle attività economiche e su chi ogni giorno tiene aperti negozi e servizi”. Secondo l’Associazione, la potenziale presenza di tensioni dovuta a presidi contrapposti avrà ricadute dirette sulle imprese e sul lavoro di moltissimi operatori economici, che per ragioni di sicurezza si vedranno costretti a rimanere chiusi. “Il mondo del commercio e dei servizi – conclude Confcommercio – non può diventare il soggetto che paga il prezzo più alto in questa dinamica. Le imprese hanno bisogno di condizioni di normalità, sicurezza e serenità per poter lavorare e contribuire alla vitalità della città. E le istituzioni hanno il compito di tutelare questo vitale tessuto socio-economico”.
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