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Ciclovia del Sole a Montemurlo: esposto in prefettura firmato da oltre 220 residenti


Continua la protesta contro il tracciato che attraversa il centro abitato e soprattutto la zona alluvionata che ancora oggi è in attesa dei lavori di messa in sicurezza. I cittadini: "Vogliamo che l'ascolto da parte del Comune sia praticato e non solo dichiarato. Confidiamo nel prefetto"


Nadia Tarantino


“No alla Ciclovia del Sole in via Fratelli Cervi a Montemurlo”. Un ‘no’ fermo, deciso e motivato che è stato ribadito nell’esposto inviato al prefetto di Prato per chiedere una verifica sull’iter adottato dal Comune per il progetto e anche per ricordare che il tracciato, in via di realizzazione, attraversa le zone alluvionate nel 2023, poi di nuovo finite sott’acqua nel 2024 e ancora oggi in attesa degli interventi di messa in sicurezza. Più di 200 – per la precisione 222, le firme che accompagnano l’esposto: hanno aderito residenti, commercianti e titolari di uffici professionali di via Fratelli Cervi e nelle strade limitrofe che formano uno dei nuclei centrali di Montemurlo, ad appena una cinquantina di metri dal Palazzo comunale.
“Non hanno sortito effetti positivi i confronti, anche accesi, con l’amministrazione – dicono i cittadini – noi quindi non possiamo fare altro che continuare la nostra protesta lamentando l’assurdità di un progetto di ciclovia che percorre in uno slalom le vie del centro”. I cittadini lo ripetono per l’ennesima volta: “Non siamo contrari alla Ciclovia del sole, ma al tracciato che passa dal centro, in mezzo alle case, ai passi carrabili, accanto ai parcheggi, di fronte ai portoni, tra gli attraversamenti e le diramazioni che corrono lungo via Fratelli Cervi, destinata a diventare a senso unico con ripercussione su tutta la viabilità del territorio. Le dichiarazioni alla stampa da parte del Comune parlano di ascolto dei cittadini, ma noi vogliamo ascolto effettivo e non solo dichiarato: non si parla di ripicche di quartiere ma di un metodo di gestire la cosa pubblica che per noi è inammissibile”.
Precisa la richiesta avanzata al prefetto: “Intervento delle autorità preposte a garantire la sicurezza del territorio provato da alluvioni e allagamenti e richiamo al Comune per ottenere ascolto vero e confronto vero”.
L’esposto elenca le maggiori criticità e ribadisce la delusione per un progetto che costa 2 milioni 400mila euro di fondi pubblici per “sette chilometri di pista asfaltata ma non si trovano le risorse per le fognature e per le opere di contenimento dei torrenti”. Non manca il riferimento anche all’”occupazione d’urgenza” per la realizzazione del progetto.
“Il percorso passerà su una fognatura che è da ristrutturare – la protesta dei cittadini – in una zona con molti garage e seminterrati ancora chiusi e bloccati della paratie atteso il rischio sempre presente. Le modifiche alla viabilità creeranno grandi disagi in una strada vicinissima a scuole, chiesa, ambulatori della Misericordia, accesso al borgo antico: davvero non ci sono alternative a questo progetto predisposto, come ha detto il Comune di Montemurlo, dalla Città metropolitana di Bologna? Facciamo affidamento nella capacità di ascolto, comprensione e confronto della prefettura a cui intanto è stato inviato l’esposto. E’ certo che non abbiamo nessuna intenzione di fermare la nostra protesta e spegnere la nostra voce”.

Edizioni locali: Montemurlo

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