Il laboratorio della Fondazione Solidarietà Caritas di via Magnolfi chiuderà definitivamente il 31 gennaio, mettendo fine a un’esperienza che, più che un’attività produttiva, è sempre stata un luogo di rinascita e di inclusione sociale. La decisione arriva nonostante una petizione popolare — oltre 200 firme raccolte — che chiedeva con forza di mantenere aperto uno spazio diventato punto di riferimento per persone fragili, disoccupati e soggetti con disabilità. Le motivazioni ufficiali rimandano a problemi di sostenibilità economica, ma il valore del laboratorio è sempre andato ben oltre il bilancio.
Da anni, infatti, il laboratorio rappresentava una rete di solidarietà attiva, dove si intrecciavano percorsi di inserimento lavorativo, borse lavoro e messa alla prova, realizzati in collaborazione con la Asl i Servizi Sociali del Comune di Prato.
Oggi, al suo interno, due persone con disabilità lavorano fianco a fianco con due dipendenti, portando avanti un’eredità fatta di manualità, accoglienza e riscatto. Negli anni, il laboratorio si è distinto per le sue creazioni artigianali: articoli da regalo, bomboniere, arte sacra, legatoria, sartoria e monili, frutto di mani pazienti e di un sapere che univa tecnica e cuore. C’era stato già un primo segnale di allarme lo scorso febbraio, con l’ipotesi di chiudere il 30 settembre. Da allora, gli inserimenti lavorativi sono progressivamente diminuiti, fino a fermarsi del tutto. Il laboratorio, che si occupava anche di riciclo e raccolta di vestiti usati, aveva vinto un bando in questo settore, ma la sua vera forza è sempre stata quella di trasformare la fragilità in opportunità. Le famiglie delle due persone che continuano a frequentare gli spazi di via Magnolfi sono preoccupate per il futuro dei loro cari: “Mio fratello – spiega uno dei familiari – aveva trovato un suo percorso che gli dava soddisfazione e lo teneva occupato per alcune ore al giorno. Ora non sappiamo che futuro lo attenda”.
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