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Centro La Nara a rischio chiusura, voto bipartisan in consiglio per chiedere tutele per il centro antiviolenza


L'importante presidio che ha accolto fino ad oggi oltre 5 mila donne in difficoltà rischia di chiudere per un cavillo contenuto nell'accordo Stato-Regioni del 2022. Il documento presentato dal Pd è stato votato anche dall'opposizione


Samuela Pagliara


Un voto unitario e compatto, aldilà delle differenze di colore, per chiedere a sindaca Ilaria Bugetti e Regione un maggior impegno per il centro antiviolenza “La Nara” di Prato. L’associazione, attiva dal 1997, rischia di chiudere nei prossimi undici mesi per un cavillo burocratico contenuto all’interno dell’accordo Stato-Regioni siglato nel 2022. I requisiti minimi introdotti per i centri antiviolenza e le case rifugio richiedono alle organizzazioni di perseguire statuariamente in modo esclusivo le attività di prevenzione alla violenza di genere. Il problema, dunque, sorge dal fatto che La Nara è gestita dalla Cooperativa sociale Alice che segue moltissimi altri settori. Manca, dunque, la preponderanza delle attività del centro antiviolenza nel bilancio dell’ente. La mozione, presentata oggi dal Partito Democratico con la consigliera Martina Cacciato, è stata approvata dall’intero consiglio comunale questo pomeriggio, giovedì 24 ottobre. Nel testo si chiede alla sindaca e alla giunta di insistere sulla Regione per trovare una soluzione che garantisca all’importante centro pratese una continuità operativa ai servizi storici e di qualità offerti sul territorio, e quindi di trovare un nuovo approccio che tenga conto della qualità del lavoro svolto con criteri differenti basati, ad esempio, sulle risorse dedicate. Inoltre di considerare l’efficacia degli interventi svolti e le condizioni di lavoro delle operatrici della struttura. L’idea è quella di chiedere alla Regione di considerare deroghe o adeguamenti normativi che permettano a realtà consolidate come questa di continuare la propria attività e, in contemporanea, continuare a portare avanti interventi di sensibilizzazione e contrasto alla violenza di genere anche attraverso un tavolo di lavoro congiunto tra Comune, Regione e rappresentanti dei centri antiviolenza. L’appello troverà fracilmente ascolto nella sindaca Bugetti che in campagna elettorale, su questo, si era espressa più volte chiedendo soluzioni rapide. ” Si tratta di un modello che funziona e che negli anni ha saputo intercettare centinaia di donne – sostiene Martina Cacciato, consigliera comunale e responsabile diritti PD Prato – Senza La Nara queste donne sarebbero letteralmente abbandonate. Lavoriamo tutte e tutti per dare continuità a questo servizio e per garantire alle donne vittime di violenza un luogo sicuro dove essere accolte, ascoltate, non giudicate e supportate. Inoltre- conclude Cacciato- ricordo che il centro è anche un luogo sicuro che ospita le donne e i loro figli quando sussistono situazioni di grave rischio per la vita”. La Nara, dalla sua nascita, ha accolto oltre cinque mila donne, nel 2023 sono state 484, nel 2024 già 450. Numeri che testimoniano la preziosità di questo importate presidio, risorsa da difendere ad ogni costo.

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(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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