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Centro di Scienze Naturali, via al piano di rilancio: si parte con il primo lotto per la messa in sicurezza idrogeologica


Approvato il masterplan per la riqualificazione di Galceti: affidata la progettazione esecutiva, lavori al via dopo l’estate 2026. Fioravanti (Parsec): «Una prima pietra fondamentale per la riapertura»


Alessandra Agrati


È stata affidata la progettazione esecutiva del primo lotto di interventi previsti dal masterplan, completamente finanziato dalla Fondazione Parsec, per la riqualificazione del parco del Centro di Scienze Naturali di Galceti. Con la determina dirigenziale 3989/2025 il Comune ha dato il via libera alla fase progettuale dedicata al tema dell’“Acqua”, considerato prioritario per la messa in sicurezza idrogeologica dell’area, con l’obiettivo di arrivare alla conclusione del lotto entro il 2026. La decisione arriva al termine di un percorso avviato dopo il progressivo ridimensionamento delle attività del Centro negli ultimi anni, che ha portato anche alla chiusura al pubblico per consentire la progettazione degli interventi necessari. Le verifiche tecniche hanno evidenziato la necessità di un progetto complessivo e coordinato, capace di affrontare sia le criticità immediate sia una valorizzazione di lungo periodo dell’area. Da qui la redazione di uno studio di fattibilità tradotto in un masterplan generale che individua una serie di interventi suddivisi in lotti funzionali, da realizzare per step in base alle risorse disponibili. Il piano prevede complessivamente un investimento stimato di oltre 3,6 milioni di euro , articolato in diversi ambit “Terra” (333.564,83 euro), “Acqua” (112.298,06 euro), “Arredo e allestimento percorsi” (179.179,60 euro), “Riqualificazione e allestimento museale della galleria mineraria”( 200mila euro), “Ristrutturazione ex colonica, ingresso del parco e viabilità di accesso”: (2.096.000 euro), “Parcheggio pubblico”(400mila euro), “Impianti vari”: (150mila euro), “Allestimento faunistico e recinzioni”: (132.175 euro). A fronte di risorse comunali attualmente stanziate per 250mila euro, si è scelto di procedere per lotti successivi, partendo da quello ritenuto più urgente. Il primo stralcio, dedicato all’acqua, punta a risolvere criticità strutturali che incidono sull’intero parco, anche alla luce dei danni provocati dagli eventi alluvionali del 2023. Dal Comune fanno sapere che “Per quanto riguarda il masterplan per la riqualificazione del parco del Centro di Scienze Naturali si è scelto di intervenire prioritariamente sul tema dell’“acqua”, al fine di garantire la messa in sicurezza idrogeologica dell’area ed evitare ulteriori danni che potrebbero verificarsi in occasione di futuri eventi meteorologici estremi. L’alluvione del 2023 ha causato una frana di pietre e ciottoli che ha cancellato un piccolo invaso destinato a riserva antincendio, oltre che a punto di sosta e ristoro. Lo stesso evento ha inoltre reso inutilizzabili il canale principale che alimenta il laghetto superiore, il lago più grande immediatamente a valle e gran parte delle fossette drenanti lungo i sentieri. L’intero sistema dovrà quindi essere riattivato attraverso un’opera di escavazione e completa ripulitura; saranno inoltre consolidate le scarpate lungo i laghetti e ripristinate o realizzate ex novo le staccionate a protezione degli utenti sui cigli delle scarpate. Per quanto riguarda il ripristino dei canali e delle fossette, è previsto il consolidamento delle sponde e la pulizia degli alvei, con rimozione di detriti, sedimenti e vegetazione, al fine di migliorare il deflusso delle acque e garantire la sicurezza idraulica. Gli interventi saranno effettuati con escavatori dotati di apposite benne e dovranno rispettare la stabilità delle sponde, preservando ove possibile la vegetazione autoctona, così da contenere l’erosione e favorire la tutela dell’habitat. Con la determina dirigenziale 3989/2025 è stata affidata la progettazione esecutiva di questa prima fase di interventi; i lavori potranno essere affidati nell’estate del 2026».
A chiarire tempi e prospettive è la presidente della Fondazione Parsec, Antonella Fioravanti: «Questo primo lotto è fondamentale e dovrebbe concludersi entro il 2026. È un passaggio decisivo per la sicurezza del parco, ma non basterà da solo a consentire la riapertura del Centro. Per tornare ad accogliere il pubblico sarà necessario realizzare anche il lotto dei percorsi, che è indispensabile per la fruizione dell’area intanto però abbiamo bisogno di riaprire , sono i pratesi che ce lo chiedono. Con questo masterplan abbiamo voluto dare un quadro preciso e puntuale dei lavori che servono per poterlo riaprire, dividendoli in capitoli per procedere per step. Intanto poniamo una prima pietra fondamentale che apre la strada»Attualmente il Centro lavora a scartamento ridotto: la parte del convento è inagibile e molte attività, comprese quelle con le scuole, sono state spostate in spazi più piccoli, con una conseguente riduzione dei servizi. Prosegue l’attività di ricovero e cura degli animali, ma quelli stanziali non sono visibili al pubblico, anche per la necessità di realizzare percorsi separati tra animali in cura e animali residenti. Un quadro che rende ancora più urgente l’attuazione del piano di riqualificazione, primo passo verso una riapertura attesa da tempo.

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