Il 2024 è l’anno record di accessi per il Centro Antiviolenza la Nara, sono 508 le donne che hanno bussato in via Verdi, 343 quelle residenti in città, 86 nel resto della provincia e 57 da fuori, mentre extra Toscana sono state 12. “Dati – ha precisato la coordinatrice Francesca Ranaldi in commissione riunita 1 e 5 – che evidenziano un’emersione e quindi vanno visti in positivo”. Numeri in continua crescita: nel 2023 gli accessi sono stati 484, l’anno prima 450, mentre per i primi mesi del 2025 sono 264 le donne accolte. Al completo i posti nelle due case di seconda accoglienza e in quelle rifugio dove sono ospitate
in totale 24 donne insieme ai propri figli. Un lavoro che potrebbe interrompersi se a metà marzo il ministro delle pari opportunità Eugenia Roccella non accogliesse la richiesta delle Regioni di derogare i centri antiviolenza già esistenti rispetto a quanto previsto dal Decreto Stato /Regioni in cui si chiede ai centri antiviolenza di avere un bilancio proprio. Così non è per la Nara, che fa parte della Cooperativa Alice, e per altri tre centri toscani. “Abbiamo modificato in parte il nostro statuto a dicembre – spiega la presidente della Cooperativa Alice Gianna Mura – ma siamo disposte in caso di esito negativo dell’incontro a difendere in tutti i modi La Nara. Essere all’interno della Cooperativa è un valore aggiunto anche per le donne seguite, molte hanno trovato un’occupazione e si sono potute formare professionalmente al nostro interno”.
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