La scadenza fissata dal Pnrr per la realizzazione delle Case di Comunità – prevista tra la primavera e l’estate di quest’anno – è ormai alle porte. Un traguardo che non riguarda soltanto il completamento delle strutture edilizie, ma che procede di pari passo con una profonda riorganizzazione dei servizi sanitari territoriali, finalizzata a rendere concreta l’assistenza di prossimità. . Prato e provincia le Case di Comunità rappresentano il nuovo punto di riferimento per l’accesso ai servizi sanitari e sociosanitari: luoghi fisici facilmente individuabili, pensati per garantire una presa in carico continuativa e integrata della popolazione. L’organizzazione è basata su due modelli: Hub e Spoke.
Le Case di Comunità Hub sono strutture più complesse, con presenza medica h24 sette giorni su sette, presenza infermieristica h12 per sette giorni, punto prelievi obbligatorio, continuità assistenziale, servizi domiciliari, attività consultoriali, specialistica per le patologie ad alta prevalenza (come cardiologia, pneumologia e diabetologia), servizi di salute mentale, dipendenze e neuropsichiatria infantile , integrazione con i servizi sociali e collegamento diretto al Cup.
Le Case di Comunità Spoke, pur garantendo l’accesso alle cure primarie, prevedono un’offerta più snella, con presenza medica h12 per sei giorni alla settimana e servizi calibrati sulle esigenze del territorio, in stretta connessione funzionale con le Hub di riferimento.
Nel territorio pratese sono previste sette case di comunità, due, quella Centro est di via Fra’ Bartolomeo(dove è attivo anche il PIR – Punto di Intervento Rapido) e lo spoke di Vernio sono già operative, le altre in fase di realizzazione, secondo una nota di Asl Toscana Centro ” i lavori sono complessivamente in linea con il cronoprogramma e le strutture saranno attivate entro la primavera-estate del 2026″.
Nel dettaglio, la Casa di Comunità Misericordia e Dolce di Prato sarà una struttura Hub. I lavori sono in fase di completamento dopo la demolizione della palazzina di Anatomia Patologica, risalente ai primi anni Settanta. La nuova CdC ospiterà tutti i servizi obbligatori previsti dal modello Hub. È già stato effettuato un incontro con i medici di medicina generale per definire le modalità della loro presenza all’interno della struttura.
A Montemurlo è in corso la realizzazione di un nuovo edificio nell’area compresa tra via Maggiore e via Sandro Pertini. Le strutture portanti sono state ultimate e, a partire da gennaio, sono iniziati i lavori per i paramenti esterni e interni. Anche questa sarà una Casa di Comunità Hub e andrà a sostituire l’attuale distretto di via Milano 13/A. È previsto un ampliamento dell’offerta specialistica e sono già stati avviati i confronti con la Medicina generale.
Proseguono i lavori anche per la Casa di Comunità di Vaiano, dove l’intervento PNRR prevede l’ampliamento dell’attuale distretto per la realizzazione degli spazi necessari a trasformarla in Hub. Sono in fase di ultimazione le strutture; l’accordo con la Medicina generale è già stato definito, i servizi previsti dalla check list sono presenti ed è previsto l’ampliamento della specialistica.
A Poggio a Caiano, l’intervento Pnrr riguarda l’ampliamento dell’attuale distretto sociosanitario di via Giotto, con la costruzione di una struttura su due piani fuori terra. I lavori sono in corso e le strutture stanno prendendo forma. Anche qui è previsto l’inserimento dei medici di medicina generale e il potenziamento degli ambulatori specialistici.
Infine, per la Casa di Comunità Hub di San Paolo a Prato, l’intervento – finanziato con fondi ex articolo 20 dedicati alal sanità e non Pnrrr– prevede la realizzazione di un nuovo edificio su due piani in via Toscanini. Le strutture sono in fase di realizzazione. È già stato svolto un incontro con i medici di medicina generale e la struttura ospiterà anche il Consultorio, che verrà trasferito dall’attuale sede.
«La realizzazione di queste infrastrutture consentirà di migliorare in modo significativo la qualità della presa in carico delle persone, in particolare delle fragilità e della non autosufficienza, ambiti nei quali il sistema sanitario e sociale è chiamato ad agire in modo sempre più proattivo – commenta Lorena Paganelli, direttrice della Società della Salute Pratese – Le Case di Comunità rappresentano uno strumento importante per rafforzare la sanità di prossimità e l’integrazione tra assistenza sanitaria e sociale».
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