Ottocento visitatori al museo “Francesco Nicosia” di Artimino, almeno 400 ingressi alle tombe etrusche del tumulo di Montefortini e oltre 210 partecipanti a tour, escursioni e visite guidate. Sono i numeri dell’estate del Parco archeologico di Carmignano, che nei mesi di giugno, luglio e agosto ha registrato una significativa partecipazione alle attività dedicate alla scoperta del patrimonio etrusco del Montalbano. Particolarmente apprezzata è stata l’esperienza a Pietramarina, dove circa 150 persone hanno partecipato all’iniziativa serale “sotto le stelle”, tra escursione nei boschi, cena al sacco e concerto nell’area degli scavi. Un appuntamento che ha permesso di unire archeologia, natura e musica in uno dei luoghi più suggestivi del territorio. Buona anche la risposta alle aperture serali del museo di Artimino, organizzate il giovedì nei mesi di luglio e agosto nell’ambito del cartellone di Carmignano Estate 2026: circa un centinaio le persone che hanno visitato le collezioni, compresa la nuova ala dedicata agli avori principeschi provenienti dal tumulo di Montefortini.
Complessivamente sono state circa 400 le persone che hanno preso parte alle visite guidate organizzate dal museo, con itinerari alla scoperta delle collezioni archeologiche, della vicina villa medicea “La Ferdinanda”, dei sentieri del Montalbano e delle necropoli di Prato Rosello e Comeana. Non sono mancati gli appuntamenti dedicati ai più giovani: una cinquantina di ragazzi ha partecipato ai laboratori e ai centri estivi organizzati al museo di Artimino e al Centro didattico polivalente di via della Chiesa. “È stata un’estate molto vissuta, con iniziative che hanno raccolto il consenso del pubblico”, sottolinea la direttrice Maria Chiara Bettini. Soddisfatta anche l’assessora alla Cultura Maria Cristina Monni: “Il museo è al centro di un vasto interesse locale e non solo locale, con flussi che provengono da tutta la Regione ma anche da fuori Toscana”.
Per il sindaco Edoardo Prestanti, “il richiamo di Carmignano è forte. La partecipazione alle attività del museo lo dimostra”.
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