Una richiesta formale al commissario straordinario Claudio Sammartino per avviare un reale percorso di superamento e chiusura dei campi nomadi, come previsto dagli atti comunali del 2022. A farla è la Lega di Prato con l’ex capogruppo consiliare Claudiu Stanasel e i segretari provinciale e comunale David Carlesi e Letizia Faggi. “A Prato i campi rom sono ancora tutti lì – dice Stanasel, che stamani ha effettuato un sopralluogo -. Dopo undici anni di amministrazioni Pd e promesse ripetute, la situazione è rimasta identica: un fatto ormai impossibile da giustificare”.
“Sono anni – ricorda Stanasel – che pongo pubblicamente questo tema. A settembre 2023, durante una mia interrogazione in Consiglio Comunale, l’allora vice sindaco Faggi assicurò l’avvio imminente del percorso di superamento dei campi rom. Poi non è stato fatto nulla. A ottobre 2024, con una nuova interrogazione, ho riproposto la questione: anche in quell’occasione l’assessore Logli annunciò progetti e un percorso imminente, mai concretizzati”.
Secondo la Lega, ad oggi, Prato è il comune della Toscana con il maggior numero di campi rom attivi. “Si tratta semplicemente di applicare atti già approvati in Comune – ricorda ancora Stanasel -. Nel 2022 il Consiglio comunale ha approvato la delibera 13, che indica chiaramente il superamento e la futura chiusura delle aree attrezzate. È tutto scritto negli atti dell’ente. Il Pd aveva tempo e strumenti per iniziare davvero questo percorso. Non lo ha fatto”.
Alla Lega replica Enrico Zanieri, segretario provinciale Partito Comunista Italiano. “Dalla stampa si apprende che Stanasel vorrebbe il superamento e la chiusura, chiedendo al Commissario Sammartino di dare seguito alla delibera 13 approvata nel 2022 dal Consiglio Comunale di Prato – dice -. Eppure lo stesso Stanasel che oggi chiede l’applicazione della delibera 13, nel 2022 votò contro l’approvazione della delibera stessa. E’ un gioco di parole, ma non è difficile ravvisare una incoerenza politica: altrimenti perché chiedere di applicare una delibera che non si era votata e per la quale era in disaccordo? Detto questo, senza voler difendere le amministrazioni precedenti, in realtà alla delibera è seguito un progetto gestito da varie cooperative. Stupisce che un consigliere comunale tanto attento alla sorte dei campi non ne fosse al corrente. Sarà disattenzione o scarsa comunicazione istituzionale? Chissà. E qui, però, sta poi il vero punto politico. Perché se si volesse fare politica seriamente, non si farebbero le passerelle nei campi, ma si proporrebbero soluzioni per esempio criticando i progetti di superamento attualmente in campo, oltre a studiare e analizzare le questioni. Analizzare le questioni, perché è bene dire che la maggior parte degli abitanti nei campi a Prato sono di nazionalità e cittadinanza italiana. E anche da varie generazioni. Se poi guardiamo più in particolare, l’attuale progetto di superamento dei campi non va a intervenire sulle questioni strutturali, che sono sostanzialmente lavoro e casa, ma continua ad avere un impianto metafisico, per esempio con interventi educativi mitigatori della dispersione scolastica. Sebbene nei progetti lavorino spesso professioniste e professionisti estremamente validi, sono proprio i progetti stessi ad avere utilità troppo spesso transitorie se non vengono inseriti in un diverso ambiente sociale e lavorativo delle famiglie. Finiamo col dire la cosa bella di tutta la storia. Ovvero che l’attuale governo ha pure finanziato i progetti che attualmente stanno lavorando (secondo noi male) sul superamento dei campi. Forse però, una girata nei campi fa più notizia. Ma fa un po’ più male alla politica”.
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