Il fine settimana di caldo torrido ha portato a un incremento di circa il 10% degli accessi al pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano rispetto alle settimane precedenti. Numeri nel complesso ancora contenuti, ma che fanno registrare un aumento dei ricoveri, soprattutto tra le persone anziane provenienti sia dalle Rsa sia dalle proprie abitazioni.
Si tratta in prevalenza di pazienti ultraottantenni che arrivano in ospedale in condizioni di disidratazione, spesso in stato confusionale, soprattutto se affetti da patologie degenerative e da inappetenza. Molti necessitano del ricovero e, proprio per la carenza di posti letto disponibili nei reparti, restano in coda al pronto soccorso in attesa di essere trasferiti.
L’onda lunga del caldo è un fenomeno fisiologico e si manifesta, come avviene abitualmente, dopo almeno una settimana di temperature stabilmente superiori ai 35 gradi. Nei primi giorni dell’emergenza, invece, a ricorrere più frequentemente alle cure del pronto soccorso erano stati soprattutto lavoratori impegnati nei cantieri all’aperto, colpiti da malori dovuti alle alte temperature.
Quello estivo rappresenta un picco assistenziale analogo a quello che si registra durante l’inverno con l’influenza. Se in quel caso la prevenzione passa anche attraverso la vaccinazione, contro il caldo le armi più efficaci restano i comportamenti corretti: bere con regolarità, evitare di esporsi al sole e di uscire nelle ore più calde della giornata e prestare particolare attenzione alle persone più fragili, in particolare gli anziani.
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