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Cala il sipario sul laboratorio di via Magnolfi: “Ormai non arriveranno più Anna Maria, Daniele, le volontarie e le altre utenti”


Da ieri l’attività, gestita dalla Fondazione Caritas, è stata chiusa. Rimane l'amarezza e il ricordo dell’esperienza di chi frequentava la bottega


Alessandra Agrati


Il bandone del Laboratorio della Fondazione Caritas resta ormai abbassato per sempre. Ieri, 1 febbraio, è stato il primo giorno in cui Daniele e Anna Maria, dopo anni, non hanno varcato la porta di via Magnolfi 67, un luogo che per loro era diventato una seconda casa. La tristezza per un’esperienza bruscamente interrotta ha lasciato il segno anche tra chi, per vari motivi, frequentava il laboratorio. “Ormai – spiega Alessandro, testimone della vita quotidiana del centro – non arriverà più Anna Maria, magari con qualcosa da mangiare durante la mattina, non vedremo più l’auto della Misericordia di Seano che porta Daniele, che ironia della sorte, aveva restaurato il libro degli spartiti regalato al vescovo Nerbini come benvenuto a Prato. Staranno a casa loro, assistiti da due badanti, naturalmente pagate dalle famiglie. Non entreranno più le volontarie, sempre con qualche storia da narrare. Non arriveranno più le altre utenti temporanee, che affrontavano ogni incontro con un’espressione guardinga, intimorite dalla paura di essere giudicate. Ed erano proprio loro, dopo pochi giorni, a raccontare i loro problemi, le loro paure e le loro angosce, come si racconta a degli amici sinceri, certe di ricevere solo aiuto, magari solo un’ iniezione di coraggio e voglia di vivere.”
ll laboratorio era gestito dalla Fondazione Caritas, a cui le famiglie si sono più volte rivolte per avere rassicurazioni sul futuro dei loro cari. Lo stesso hanno fatto con il vescovo Giovanni Nerbini, che aveva promesso di convocare le famiglie per trovare una nuova collocazione agli assistiti. “Sua eccellenza – spiega Alessandro – sostiene di non sapere niente, mentre sa tutto, insieme ai suoi collaboratori. Il Cda ha dichiarato pubblicamente di aver trovato una nuova collocazione agli assistiti, ma fino a pochi giorni prima della chiusura né la Asl che li gestisce né i parenti erano stati avvisati”. Le famiglie quindi hanno dovuto trovare autonomamente una soluzione, mentre per le dipendenti, che hanno un contratto a tempo indeterminato, secondo quanto revede la legge è stato trovata una nuova collocazione lavorativeall’ interno dei servizi gestiti dalla Caritas.
Un’esperienza nata proprio per aiutare le persone in difficoltà, offrendo loro la possibilità di socializzare, uscire di casa e per qualcuno anche di cercare di reintegrarsi nella società. “Ed ora? Andrà tutto perduto, come lacrime nella pioggia?” si chiede Alessandro. “Io spero di no. Spero che questa vicenda smuova la coscienza di qualcuno, o almeno che chi ha conosciuto la storia del Laboratorio impari a non fidarsi ciecamente, a guardare dietro le apparenze e a pensare con la propria testa, chiunque sia l’interlocutore.”

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(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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