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Borsa di Montone, il pomodoro made in Val di Bisenzio che rischiava di sparire ora punta al marchio Slow Food


Recuperato negli orti grazie a giovani agricoltori, cerca ora il riconoscimento come Presidio Sloo Food tra raccolte fondi e distribuzione di piantine alla Fiera di San Giuseppe


Alessandra Agrati


Per anni è sopravvissuto quasi in silenzio negli orti della Val di Bisenzio, coltivato da generazioni di famiglie tra Vernio, Vaiano e Cantagallo. Oggi il pomodoro “Borsa di Montone” è diventato uno dei simboli della biodiversità agricola toscana e punta a un riconoscimento importante: il Presidio Slow Food. Intanto un primo traguardo è già arrivato. Il Borsa di Montone è entrato nell’Slow Food Arca del Gusto, il catalogo mondiale che raccoglie i prodotti tradizionali a rischio scomparsa. Un risultato che ha riportato sotto i riflettori una varietà antica, recuperata negli ultimi anni grazie all’impegno di alcuni giovani agricoltori della valle. Tra questi c’è anche un produttore di Cantagallo che ha contribuito alla riscoperta del pomodoro, oggi tornato a crescere in campi rimasti abbandonati per decenni. Ma il Borsa di Montone non è soltanto una curiosità agricola. Chi lo conosce lo descrive come un pomodoro dal gusto particolarmente dolce, poco acido e con una buccia molto fine che lo rende più digeribile rispetto ad altre varietà. Una caratteristica che ne limita la conservazione, ma che allo stesso tempo lo rende apprezzato in cucina, sia crudo che nelle preparazioni tradizionali. Domenica, in occasione della Fiera di San Giuseppe a Vernio, sarà possibile anche acquistare le piantine della varietà. I volontari dell’associazione per lo sviluppo turistico della Val Bisenzio saranno presenti con uno stand dedicato alla raccolta fondi necessaria per ottenere il riconoscimento ufficiale di Presidio Slow Food. Per completare il percorso servono infatti circa 7 mila euro, destinati alla pratica di certificazione. L’associazione sta raccogliendo donazioni sia online sia attraverso iniziative pubbliche sul territorio. “L’approdo a Presidio Slow Food avrebbe un doppio valore – spiegano dall’associazione –. Da una parte rappresenterebbe una vetrina straordinaria per tutta la Val di Bisenzio, dall’altra un’opportunità concreta di sviluppo per l’economia agricola locale e per i giovani produttori che stanno investendo su questa varietà”. Il Borsa di Montone, già inserito tra i Pat, i prodotti agroalimentari tradizionali, è presente anche nella banca del germoplasma delle varietà a rischio estinzione e ha ottenuto il sigillo di Campagna Amica. Dietro a questo pomodoro c’è però anche qualcosa di più di una semplice coltivazione: c’è l’idea di un’agricoltura sostenibile, legata al territorio e capace di trasformare un prodotto dimenticato in un elemento identitario della valle. Per sostenere la candidatura a Presidio Slow Food è possibile contribuire anche attraverso il sito Val Bisenzio Toscana.

Edizioni locali: Val di Bisenzio

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(N° 4 del 14/02/2009)
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