Niente corrente elettrica dalle 8 alle 16 di venerdì 30 gennaio per gli esercizi commerciali sotto le logge di Piazza Mercatale. E-Distribuzione ha comunicato il disservizio con il consueto preavviso di 48 ore, ma per i gestori dei locali lo stop programmato rappresenta un problema tutt’altro che marginale. Otto ore senza elettricità significano innanzitutto mettere a rischio le scorte nei frigoriferi e nei congelatori, con la conseguente rottura della catena del freddo. Ma vuol dire anche non poter lavorare per un’intera giornata, con un danno economico rilevante, soprattutto per chi ha già prenotazioni fissate.
Le proteste, nel caso del ristorante Lapo, sono passate anche attraverso i legali: una Pec inviata a E-Distribuzione chiede di riprogrammare la sospensione della corrente o di prevedere interventi più brevi, così da ridurre l’impatto sulle attività.
«Si tratta di un vero e proprio abuso di potere – spiega Elena – abbiamo un grosso assorbimento di corrente e con un preavviso così limitato non abbiamo avuto il tempo di organizzarci, ammesso che esista un generatore in grado di soddisfare le nostre necessità. E se anche fosse, non sono certo intenzionata a pagare l’occupazione di suolo pubblico. Lavorare è un mio diritto». I ristoratori contestano anche il fatto che l’intervento non sembri legato a un’urgenza e che non sia stato previsto alcun piano alternativo per garantire la continuità della fornitura. «Avrebbero dovuto organizzarsi come accade quando manca l’acqua – continua Elena – predisponendo soluzioni temporanee, come le cisterne». A complicare il quadro anche il rischio guasto per le schede elettriche degli elettrodomestici
Sulla stessa linea Sergio, della pasticceria Fiaschi: «Rischiamo di non alzare nemmeno la saracinesca. Alle 8, quando staccano la corrente, è l’ora delle colazioni: niente caffè, niente cappuccini. Anche volendo noleggiare un generatore, non ci sono i tempi tecnici per chiedere l’occupazione di suolo pubblico, con il rischio di sanzioni. E poi il noleggio andrebbe comunque pagato per più giorni». E i disagi non finiscono con il ritorno della corrente. «Serve tempo per ripartire – aggiunge Fiaschi – impasti, lievitazioni, lavorazioni che normalmente si distribuiscono nell’arco della giornata. Ricominciando alle 16, sarei operativo non prima di mezzanotte». Attraverso i legali, infine, è stata inviata una Pec anche al Comune, con la richiesta di intercedere presso E-Distribuzione per trovare una soluzione che tuteli le attività commerciali della piazza.
“Nel mio locale – spiega Martina Billi titolare di La Nassa – ci sono ben 11 frigoriferi oltre ad altra attrezzatura, quindi è praticamente impossibile collegarsi a un generatore. Serviamo prevalentemente pesce, la cui catena del freddo è ancora più rigida degli altri alimenti. Stiamo cercando una soluzione, ma non è assolutamente facile”.
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