Affreschi della scuola di Giotto custoditi dietro porte chiuse, turisti costretti a tornare indietro e l’erba alta che avanza attorno all’edificio. È questa l’immagine che oggi offre la storica Badia di Montepiano, al centro delle proteste di residenti e villeggianti che denunciano una situazione di abbandono ritenuta sempre più inaccettabile. La chiesa, che dipende dalla parrocchia e quindi dalla Diocesi, non viene praticamente mai aperta ai visitatori nonostante il suo straordinario valore storico e artistico. Eppure non manca chi si è offerto di collaborare: un gruppo di cittadini si è infatti reso disponibile a occuparsi gratuitamente dell’apertura e della chiusura dell’edificio, ma gli appelli rivolti al parroco sarebbero rimasti senza risposta.



La situazione appare ancora più paradossale nei fine settimana, quando Montepiano accoglie numerosi camminatori e turisti in transito sulla Via della Lana e della Seta. Molti raggiungono la Badia per visitare uno dei luoghi più significativi del territorio, ma si trovano di fronte a cancelli e porte chiuse. A suscitare amarezza è anche lo stato delle aree esterne. L’erba alta che circonda la chiesa rafforza la percezione di incuria e abbandono che, secondo i cittadini, non rende giustizia a un monumento di così grande importanza. Residenti e villeggianti chiedono ora un cambio di rotta e interventi concreti per restituire dignità e accessibilità a un patrimonio storico e artistico che merita di essere valorizzato e non dimenticato.
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