Acqua, rifiuti ed energia resteranno uniti, la quotazione in borsa al momento messa in disparte a favore di nuove forme di finanziamento alternativo che dovranno essere cercate e il via libera all’allargamento del progetto anche ad altri territori toscani e marchigiani. E’ il resoconto dell’assemblea dei soci della Multiutility che si è tenuta questa mattina, mercoledì 23 ottobre, all’interno della sede pratese di Estra. L’obiettivo del giorno definire, una volta per tutte, gli indirizzi strategici annuali. In sala il 96% del capitale sociale, quasi tutti comuni soci, alcuni dei quali collegati via skype. Dopo giorni di incertezze e scontri su più piani, è stato approvato con l’81.5% (astenuto lo 0,99% e contrario il 13,35%) il documento unitario presentato dai sindaci dei comuni capofila: Firenze, Prato, Pistoia ed Empoli nel quale è stato ribadito il perimetro attuale e il futuro della multiservizi toscana, composto dai tre settori fondamentali non più scindibili: idrico, elettrico e l’ambiente. La futura concessione del servizio idrico integrato dovrà proseguire con il gestore del Medio Valdarno, secondo quanto deliberato dall’autorità idrica toscana. I sindaci hanno ribatito che la multiutility non sarà una holding di partecipazioni ma un gruppo industriale che si realizzerà nel tempo. Tra i punti approvati oggi anche la definizione di un nuovo piano industriale che tenga conto degli investimenti necessari per l’attuazione della transizione ecologica garantendo ai cittadini migliori servizi e il contenimento delle tariffe. Sì all’allagamento ad ulteriori comuni toscani e marchigiani, sì anche al conferimento di Intesa e Coingas. Piena soddisfazione da parte della sindaca di Prato Ilaria Bugetti: “E’ andata che si procede come ci eravamo detti per step insieme ai territori nel percorso della multiutility con l’accoglienza di alcuni punti presentati all’interno dei documenti. Mi preme sottolineare la volontà di proseguire con l’aggregazione degli altri territori- ha aggiunto Bugetti- Quello che ho proposto, e per me è importante, è la creazione di un gruppo di lavoro che acceleri su tutti i territori che necessitano di essere coinvolti e che tenga in piedi i 3 pilastri: acqua, energia e rifiuti. La multiutility deve essere il motore per la toscana sulla transizione ecologica, su questo c’è stata la sintonia di tutti”. Tra gli emendamenti approvati insieme al documento originale quello di affidare ad un soggetto interno lo studio sulle alternative alla borsa e non ad un esterno come ipotizzato inizialmente. Tra i comuni che hanno votato contro anche i pratesi Vaiano, Carmignano e Cantagallo ma anche quello di Montemurlo che ha spiegato così la posizione: “Abbiamo preso atto del documento solamente a poche ore dall’assemblea e non abbiamo avuto nemmeno il tempo di confrontarci e ribadire la nostra posizione- spiega il vicesindaco di Montemurlo Alberto Vignoli– Il comune di Montemurlo non è mai stato d’accordo sulle modalità a doppio oggetto della gara, siamo convinti che la strada giusta sia la ripubblicizzazione dell’acqua pubblica. Per noi tutti gli altri punti del documento andavano bene, in passato avevamo chiesto al Comune di Prato di fare un passo indietro”. Durante l’assemblea dei soci, non sono mancati gli strascichi delle polemiche che da sempre hanno accompagnato il tema dell’acqua all’interno del progetto. Il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi ha presentato un documento nel quale ribadiva la necessità di mantenere pubblica l’acqua, il testo è stato votato solo dal 10% dei soci, tra questi anche i comuni pratesi di Carmignano, Cantagallo e Vaiano. Non è passata neppure la proposta del sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi che puntava sulla formazione e sulla tutela dei lavoratori che operano all’interno della multiservizi.
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