Una raccolta fondi attraverso l’Art Bonus per restituire futuro al Convitto Cicognini, uno dei luoghi simbolo del patrimonio storico e culturale di Prato. È la campagna che sarà lanciata dal rettore Tiziano Nincheri insieme al sindaco Matteo Biffoni e all’assessora alla Cultura Cristina Manetti, con l’obiettivo di raccogliere complessivamente 610mila euro necessari per un importante intervento di restauro e recupero dell’edificio. La Regione Toscana ha già stanziato 250mila euro per il 2027 destinati al recupero della facciata principale, ma il progetto complessivo richiede ulteriori risorse per affrontare le diverse criticità emerse negli ultimi anni e garantire la conservazione del complesso monumentale. L’esigenza di intervenire sulle facciate del Cicognini è emersa con particolare evidenza dopo il distacco di una porzione di cornicione dalla facciata principale, avvenuto nell’ottobre del 2017. Da quel momento il Convitto ha avviato una serie di verifiche sull’intero complesso, comprese le facciate interne, riscontrando condizioni di degrado che hanno reso necessari interventi di messa in sicurezza.
Tra il luglio e l’agosto 2024 è stata inoltre effettuata un’importante operazione di pulizia e rimozione del guano accumulato negli ambienti sottotetto dell’ala ovest. I sopralluoghi hanno evidenziato una situazione che ha richiesto interventi immediati, sia per ragioni igieniche sia per aspetti legati alla sicurezza strutturale, anticipando la progettazione di un piano generale di recupero. Il progetto di restauro riguarda diversi ambiti: dal consolidamento delle strutture, con verifiche su solai, murature e fondazioni, al recupero dei materiali storici e degli elementi architettonici più fragili. Sono previsti anche interventi sugli impianti tecnologici, per adeguarli agli standard attuali senza compromettere il valore storico dell’edificio, e opere di valorizzazione degli spazi per renderli più funzionali e fruibili. Tra gli interventi previsti rientrano anche il recupero dell’Oratorio del Pellegrino, degli ambienti monumentali del piano terreno e degli alloggi dei convittori al primo piano.
Attraverso l’Art Bonus il Convitto punta ora a coinvolgere cittadini, imprese e realtà del territorio in un progetto di tutela di un edificio che da secoli rappresenta un punto di riferimento per la formazione e la cultura della città.
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