L’istituto alberghiero Datini lancia una campagna per adottare un laboratorio: servono materie prime come farina, uova, zucchero e pasta. Contemporaneamente continua la campagna di sensibilizzazione delle famiglie per sostenere con il contributo volontario il funzionamento dell’ attività laboratoriale . L’allarme era stato lanciato a settembre dopo che soltanto il 25% delle famiglie aveva contribuito (leggi) .
“Un nutrito gruppo di genitori si è reso disponibile per sostenere l’Istituto a stimolare tutte famiglie a versare il contributo – spiega la Dirigente scolastica Francesca Zannoni – perché ancora non abbiamo raggiunto il risultato sperato. L’attività didattica continua regolarmente, abbiamo dovuto solo riorganizzare i laboratori facendo economie, dove è possibile, e alternando la presenza di “demo” con esperti e chef alle classiche lezioni laboratoriali. Vorremmo tornare ad avere più ore di pratica, per questo, oltre a cercare il sostegno delle famiglie, siamo alla ricerca di sponsor che possano rinforzare la nostra attività”. Il problema del contributo volontario era stato sollevato dalla dirigente scolastica ad inizio anno, quando a conti fatti, mancano le coperture necessarie per garantire l’acquisto delle materie prime, che la scuola deve fare attraverso una piattaforma ministeriale soggetta a regole molto ferree. “Da allora abbiamo cercato di sensibilizzare i genitori, pur capendo le reali difficoltà della famiglie – spiega la preside – qualcosa si è mosso, ma non in modo sufficiente. La nostra priorità resta quella di garantire i laboratori, parte integrante dell’ attività didattica”. Le risorse che il Ministero destina alle scuole superiori, infatti, non tengono conto delle attività che ciascun istituto programma in un anno scolastico, e quindi nel caso del Datini, non sono sufficienti a pagare la materia prima, che negli ultimi anni, soprattutto la farina, ha registrato un’ impennata dei prezzi.
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