C’è anche un dipendente del Comune di Prato tra i sessanta ufficiali delle forze di completamento della Marina Militare richiamati alle armi. Nei giorni scorsi il dipendente ha chiesto e ottenuto dall’ente di assentarsi dal lavoro per tre mesi, a partire dai prossimi giorni, per rispondere alla convocazione ricevuta dal Comando interregionale Marittimo sud la cui base militare è a Taranto. Nulla di allarmante, sia chiaro, ma evidentemente la necessità per il Paese di fornire basi operative più attuali a quanti, una volta cessato il servizio nei vari corpi, tra cui la Marina militare (gli altri che ricadono sotto la competenza della Difesa sono Esercito, Aeronautica e Arma dei carabinieri), ha rilasciato la disponibilità al richiamo. Il richiamo alle armi, deciso dal ministero, è, infatti, tra le possibilità quando si presentano esigenze di carattere operativo o di addestramento delle Forze armate. Per il 2025, gli ultimi richiami autorizzati riguardano l’Esercito italiano e, appunto, la Marina militare. Nell’elenco dei convocati d’autorità dal ministro Crosetto, compare anche il dipendente del Comune di Prato a cui, come prevede la legge, il datore di lavoro garantirà non soltanto la conservazione del posto ma anche stipendio, assegni personali e il proseguimento riconosciuto dell’anzianità di servizio.
Come si legge in una determina del primo settembre, il dipendente, che ha la qualifica di ‘istruttore amministrativo a tempo indeterminato’, appartiene alle forze di completamento della Marina militare; si tratta di personale in congedo che, cessato il servizio, può essere richiamato in qualunque momento dal ministero a indossare nuovamente la divisa. (nt)
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